Frontiera Afghanistan-Tagikistan: Mosca manda i tank

Pubblicato il 21 dicembre 2017 alle 6:10 in Russia

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La Russia ha schierato carri armati ed elicotteri da combattimento alla frontiera tra Tagikistan e Afghanistan, due settimane dopo aver espresso preoccupazione per l’espansione dell’ISIS in Afghanistan.

Ufficialmente si tratta di una consegna di mezzi militari all’esercito tagiko, la repubblica centro-asiatica aveva siglato infatti un trattato con Mosca, assieme a Kirghizistan e Armenia, per il controllo congiunto delle frontiere esposte a rischio di infiltrazione terroristica sin dal 2011. Secondo il trattato Mosca si impegna a fornire agli eserciti delle tre repubbliche ex-sovietiche tutti i mezzi ritenuti necessari alla protezione della frontiera.

Il Ministero della difesa federale ha confermato che la Russia ha consegnato attrezzature militari al Tagikistan per $122 milioni.

“Il trasferimento degli armamenti e attrezzature militari espanderà le capacità delle forze armate del Tagikistan per respingere la minaccia terroristica, per creare una difesa affidabile sul confine tagiko-afghano” – ha dichiarato alla stampa il capo del dipartimento per la cooperazione militare internazionale della Difesa Aleksandr Kšimovskij.

L’esercito tagiko ha ricevuto tre carri armati T-72B1, nove blindati BTR-80, BTR-70 e BMP-2, tre obici D-30 e tre cannoni antiaerei 23M1. Il paese è stato anche dotato di elicotteri Mi-24 e Mi-8, attrezzature mediche e topografiche, pezzi di ricambio per veicoli blindati, sistemi di comunicazione e armi leggere.

Nel quadro dello stesso accordo, il Kirghizistan nel 2015 ha ricevuto, compresi i contributi al Fondo di sviluppo russo-kirghiso, 322,8 milioni di dollari, e nel periodo 2011-2015  ben 653 milioni di dollari. L’Armenia nel 2015 ha ottenuto 37,4 milioni e tra il 2011 e il 2015, 57,3 milioni. Il Tagikistan, invece, finora aveva ricevuto invece poco più di cento milioni di dollari.

La preoccupazione per il rafforzamento dell’ISIS in Afghanistan e il timore che foreign fighters di area post-sovietica possano entrare nella Federazione attraverso le repubbliche centro-asiatiche ha spinto Mosca ad effettuare una consegna di armi in un’unica soluzione per un valore superiore a quello consegnato a Dushambe negli ultimi sei anni.

Mosca, che in Tagikistan ha un’importante base militare, la N.201, ha sottolineato il generale Aleksandr Lapin nella cerimonia di consegna delle armi a Dushambe, non sta aumentando il dispiegamento delle proprie forze nella regione, ma rafforzando l’esercito tagiko secondo i trattati vigenti.

Lapin ha tuttavia sottolineato come la sconfitta dell’ISIS in Siria spinga molti foreign fighters a “tornare a casa” attraverso l’Afghanistan, causando apprensione in tutti i paesi della zona. 

Lo scorso gennaio, facendo riferimento ad una simile eventualità, il premier russo Dmitrij Medvedev aveva dichiarato che erano circa 5000 i combattenti di ISIS di nazionalità russa e altrettanti di nazionalità dei paesi musulmani dell’ex Unione Sovietica, aveva ricordato che avevano “massimizzato le loro conoscenze e la loro esperienza di terroristi”, e aveva promesso “non permetteremo loro di tornare a casa”.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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