Ahed Tamimi: simbolo della resistenza palestinese

Pubblicato il 21 dicembre 2017 alle 17:19 in Medio Oriente Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Ahed Tamimi è una ragazza di 16 anni, membro di una delle famiglie palestinesi più note a livello internazionale per l’attivismo contro l’occupazione israeliana, che è stata arrestata dalle forze israeliane durante un’incursione all’interno dei territori palestinesi.

Durante un assalto nel villaggio di Nabi Saleh, situato nel nord-ovest di Ramallah, avvenuto il 15 dicembre, la ragazza aveva strattonato e gettato oggetti contro un soldato israeliano, che aveva fatto irruzione nella casa della sua famiglia e aveva sparato al cugino quindicenne della ragazza, Mohammed Tamimi, che ora è ricoverato in gravi condizioni. Al momento, i soldati israeliani non hanno reagito ai gesti della ragazza.

Lo stesso giorno, la migliore amica di Ahed aveva messo in rete il video della reazione della ragazza all’invasione del soldato israeliano. Il video aveva fatto il giro del mondo, suscitando una forte polemica contro le forze di occupazione israeliane.  

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa palestinese WAFA, proprio le risposte a tale video avrebbero scatenato la reazione dei soldati israeliani. In merito alla questione, il ministro dell’Istruzione israeliano, Naftali Bennett, ha dichiarato: “Queste ragazze dovrebbero essere arrestate e passare il resto della loro vita in prigione”. Dal canto suo, l’esercito ha affermato: “È stato un errore non arrestarle immediatamente, perché hanno tentato di bloccare la missione dei soldati”.

In seguito a tale avvenimento, all’alba di martedì 19 dicembre, 20 pattuglie israeliane sono tornate nel villaggio di Nabi Saleh e hanno fatto irruzione nell’abitazione della famiglia di Ahed, dove la ragazza è stata arrestata. I soldati avrebbero altresì picchiato i familiari della ragazza e distrutto i dispositivi elettronici con cui la ragazza documentava la propria resistenza nei confronti dell’occupazione israeliana.

Ahed Tamimi si era già contraddistinta in passato per aver compiuto gesti di resistenza contro l’occupazione israeliana. Quando era una bambina, nel 2012, la ragazza era stata filmata in un video del fotografo Samer Nazal mentre rincorreva alcuni soldati israeliani che avevano arrestato suo fratello nel villaggio, chiedendo che venisse rilasciato. Anche in questo caso, tali immagini avevano fatto il giro del mondo e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva invitato Ahed ad Ankara, dove la ragazza era stata insignita di una medaglia.

La vicenda di Ahed costituisce uno degli innumerevoli casi di arresto di palestinesi in seguito a raid delle forze israeliane nel loro territorio. Negli ultimi giorni e, in particolare, dopo che il 6 dicembre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva deciso di Gerusalemme come capitale di Israele, si è verificata un’ondata di proteste contro gli israeliani da parte dei palestinesi, che hanno portato all’aumento del numero degli arresti da parte delle forze israeliane.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.