Come usare la bomba atomica

Pubblicato il 20 dicembre 2017 alle 6:53 in Corea del Nord Il commento

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Sorriso vita in diretta

Gli Stati Uniti, tra conferme e smentite, hanno annunciato di essere pronti a trattare con la Corea del Nord “senza precondizioni”. La dichiarazione di Rex Tillerson, segretario di Stato americano, pone fine alla paura di una guerra nucleare. Dal momento che una simile guerra è sempre stata un’ipotesi mai realistica, dobbiamo cercare di comprendere come abbiamo potuto sviluppare un timore tanto infondato.

Procediamo con ordine.

Che la Corea del Nord desse inizio a un conflitto nucleare non era nemmeno ipotizzabile. Nessun Paese scatena un conflitto di ampie dimensioni senza avere un governo da abbattere o un territorio da conquistare. La Corea del Nord non potrebbe invadere gli Stati Uniti nemmeno in un film di Hollywood. Non potrebbe nemmeno espandersi nel Pacifico perché pesterebbe i piedi alla Cina, da cui è dominata. Senza considerare che, per occupare territori stranieri e governarli, occorrono eserciti all’avanguardia, molti soldi e alleati accondiscendenti, di cui la Corea del Nord è priva. In sintesi, la Corea del Nord può evitare di essere invasa, ma non può invadere.

Eppure, molti hanno ritenuto possibile un attacco nucleare della Corea del Nord contro le città occidentali pensando che Kim Jong-Un fosse spietato. Eccoci giunti al punto fondamentale: la logica militare può essere spietata, ma non è mai assurda.

Un esempio aiuterà a comprendere.

Gli Stati Uniti usarono la bomba atomica contro il Giappone per ridurre il numero dei caduti in guerra e non per accrescerlo a dismisura. Chiunque conosca la battaglia per la conquista dell’isola di Okinawa nella seconda guerra mondiale comprenderà bene il senso di questa affermazione. La battaglia di Okinawa fu un’orrenda mattanza combattuta dall’1 aprile al 22 giugno 1945. Per piegare la resistenza giapponese, gli americani impiegarono 3 divisioni di marines e 4 divisioni dell’esercito per un totale di 285.000 uomini, di cui 170.000 combattenti. Le perdite complessive dei giapponesi furono valutate in 110.000, mentre quelle degli americani furono pari a 49.000 uomini, 12.500 dei quali morirono. Il ragionamento dei generali americani fu spietato, ma non assurdo: se i giapponesi avevano difeso quell’isola utilizzando circa 1500 kamikaze di terra e altrettanti aerei kamikaze, figuriamoci quale inferno avrebbe comportato l’invasione del Giappone. Gli americani pensarono che l’uso della bomba atomica avrebbe ridotto il numero dei caduti e chiuso il conflitto in poche ore mentre un’invasione anfibia avrebbe comportato un’ecatombe dalla durata imprevedibile. Ecco cosa significa che la logica militare è spietata, ma non assurda. Saper distinguere ciò che è spietato da ciò che è assurdo è alla base del lavoro di ogni analista strategico, ed è anche il modo migliore per capire perché gli Stati Uniti sono pronti a trattare senza precondizioni.

Una guerra atomica sarebbe assurda perché travolgerebbe entrambi i contendenti.

La ragione per cui molte persone hanno temuto che la Corea del Nord potesse lanciare una bomba atomica – a capriccio e chissà dove – nasce dalla convinzione che Kim Jong-Un sarebbe incapace di calcolare costi e benefici delle sue azioni perché spietato. Ciò che fa può essere spietato, ma non è assurdo. L’osservazione distaccata dei fatti, e come tale priva di emotività, induce a ritenere che Kim Jong-Un sia una delle migliori menti strategiche del nostro tempo. Pur essendo a capo di uno dei Paesi più poveri e isolati del mondo, ha costretto gli Stati Uniti, la più grande potenza mai apparsa sulla faccia della Terra, alla resa. Una volta in possesso della bomba atomica, Kim Jong-Un ha privato la Casa Bianca di qualunque incentivo ad attaccare per prima, determinando la seguente situazione: gli Stati Uniti non vogliono colpire perché perderebbero molto (milioni di uomini) in cambio di poco (Pyongyang). Dal canto sua, la Corea del Nord non può attaccare perché non c’è niente che possa acquisire attraverso la guerra nucleare. Come abbiamo visto, non può invadere gli Stati Uniti e non può espandersi a spese dei vicini. Una volta lanciata la bomba atomica, la Corea del Nord non potrebbe fare altro che contare i secondi che la separano dalla sua estinzione. È per questo motivo che, ad ogni esperimento nucleare, Kim Jong-Un ha sempre precisato di non voler attaccare nessuno. La guerra non gli servirebbe e, infatti, non la vuole.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano in Italia dedicato alla politica internazionale

Quest’articolo è tratto dalla rubrica Atlante di Alessandro Orsini che appare tutte le domeniche su “il Messaggero”

di Alessandro Orsini

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