Regno Unito: 180 milioni di sterline all’Africa per limitare flussi migratori

Pubblicato il 20 dicembre 2017 alle 16:02 in Immigrazione UK

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Il Regno Unito fornirà un pacchetto di aiuti del valore di 180 milioni di sterline all’Africa, per limitare i flussi migratori verso l’Europa.

La segretaria per lo sviluppo internazionale, Penny Mordaunt, ha annunciato che i soldi serviranno a costruire nuove infrastrutture, creare posti di lavoro e contrastare i trafficanti di esseri umani in Libia, in Sudan e in Tanzania. Nel giro dei prossimi cinque anni, Londra prevede di spendere 121 milioni di sterline in Sudan, per cercare di trattenere nel Paese circa mezzo milione di persone, che altrimenti sarebbero spinte a emigrare. Ai potenziali migranti verranno offerti soldi, cibo e assistenza medica, mentre i rimpatriati verranno assistiti per essere reintegrati nella società sudanese. Il Regno Unito destinerà 55 milioni di sterline del pacchetto alla Tanzania, che verranno erogati nei prossimi quattro anni, per assistere 300,000 rifugiati vulnerabili. Infine, 5 milioni di sterline saranno dati alla Libia per fornire aiuti umanitari e protezione a quei migranti che si trovano ancora nei centri di detenzione. Secondo le registrazioni effettuare dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), ad oggi, sono più di 400,000 i migranti rinchiusi nei centri libici, anche se è stato stimato che siano complessivamente 700,000. In tali luoghi, le persone sono costretti a vivere in condizioni precarie, senza abbastanza cibo, acqua e altri beni di prima necessità. Molte strutture sono talmente affollate che i migranti non hanno spazio nemmeno per sdraiarsi. Inoltre, sono sistematicamente sottoporti a torture e abusi, che non vengono risparmiati nemmeno alle donne e ai minori. Secondo le stime dell’Onu, attualmente, sono circa 36,000 i bambini che hanno bisogno di aiuto nel Paese nordafricano, di cui 14,000 sono senza genitori o parenti.

Penny Mordaunt ha spiegato che la crisi migratoria nel Mediterraneo costituisce una delle sfide globali più dure e coinvolge milioni di individui in pericolo. Per tali ragioni, il Regno Unito aiuterà i Paesi africani a combattere le cause dell’immigrazione creando nuovi lavori, fornendo istruzione e supportando le persone più vulnerabili che necessitano cibo, cure e medicine. A suo avviso, se non si agirà in fretta, entro breve tempo anche il Regno Unito subirà le conseguenze di tale crisi.

Dal primo gennaio al 17 dicembre 2017, 168,314 migranti sono giunti in Europa via mare. In seguito alla pubblicazione, il 14 novembre, di un video della CNN in cui vengono mostrati migranti africani venduti alle aste come schiavi per 400 dollari in Libia, l’Onu e Amnesty International hanno accusato i governi europei di essere complici delle autorità libiche in merito alle condizione e ai trattamenti disumani che subiscono i migranti nel Paese nordafricano. In occasione del summit tra l’Unione Europea e Africana a Abidjan, in Costa d’Avorio, tenutosi il 29 e il 30 novembre 2017, i leader europei e africani hanno annunciato la creazione di una task force per gestire la situazione dei migranti nel Paese nordafricano, che collaborerà a stretto contatto con le autorità di Tripoli per proteggere e salvare le vite dei migranti e dei rifugiati lungo le rotte migratorie, per accelerare i rimpatri volontari e per ricollocare coloro che necessitano la protezione internazionale. Accanto a tali iniziative, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha proposto la creazione di un Piano Marshall per i Paesi dell’Africa, il quale consisterebbe nello stanziare 40 miliardi di euro per fare crescere economicamente i territori africani, coinvolgendo il mondo imprenditoriale. Il tutto, secondo Tajani, dovrebbe svolgersi sotto la guida delle Nazioni Unite. “Questi fondi dovrebbero essere spesi in Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Niger, Ciad e Mali. Non possiamo stare a guardare i flussi migratori fuori controllo, le numerose morti in mare e nel deserto, i traffici di esseri umani e la disperazione delle famiglie di migranti senza fare niente”, ha spiegato Tajani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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