Onu: Assemblea Generale vota Risoluzione su Gerusalemme

Pubblicato il 20 dicembre 2017 alle 21:27 in Israele Palestina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite terrà una sessione speciale d’emergenza, giovedì 21 dicembre, per discutere la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Una riunione speciale all’Assemblea Generale era stata richiesta dai Paesi arabi e musulmani dell’Organizzazione della cooperazione islamica in seguito al voto nel Consiglio di Sicurezza di lunedì 18 dicembre. Secondo la Risoluzione 377A del 1950, “Uniting for peace”, una sessione speciale d’emergenza all’Assemblea Generale può essere invocata solamente per prendere provvedimenti collettivi. Fino ad oggi, sono stati richiesti solamente 10 incontri di questo tipo, l’ultima volta nel 2009, quando venne occupata Gerusalemme Est. Il delegato palestinese presso l’Onu, Riyad Mansour, ha dichiarato che, durante l’incontro, verrà sottoposta all’attenzione dei 193 Stati membri una Risoluzione per ottenere il ritiro della dichiarazione di Trump. Mansour ha sottolineato di essere fiducioso del supporto da parte dei membri dell’Assemblea Generale per l’approvazione del documento. Se ratificato, avrà un peso politico non indifferente, anche se privo di valenza obbligatoria.

L’ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha inviato una lettera, martedì 19 dicembre, a numerosi Stati membri dell’Onu, avvisando che Washington ricorderà chi ha votato contro la decisione dell’amministrazione Trump. Inoltre, ha aggiunto che il veto statunitense alla Risoluzione proposta dal Consiglio di Sicurezza è stato necessario per difendere il ruolo e la sovranità degli Stati Uniti nel processo di pace in Medio Oriente.

Secondo The Times of Israel, il Ministero degli Esteri israeliano ha consigliato ai diplomatici in missione all’estero di incoraggiare i Paesi ospitanti ad opporsi alla nuova Risoluzione che verrà votata all’Assemblea Generale. Nel caso di Stati che supportino il documento, ai diplomatici è stato suggerito di consigliare alle loro controparti locali di trattenersi dall’esprimere pubblicamente il loro appoggio alla proposta palestinese. Secondo il Ministero degli Esteri israeliano, i diplomatici dovranno anche enfatizzare che l’approvazione della Risoluzione metterebbe in pericolo le prospettive di pace e potrebbe portare ad ulteriori violenze nella regione.

Lunedì 18 dicembre, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu aveva votato la Risoluzione, proposta dall’Egitto, per impedire che l’ambasciata statunitense venisse trasferita da Tel Aviv a Gerusalemme. Dei 15 membri del Consiglio, 14 hanno votato a favore, mentre gli Stati Uniti si erano detti contrari, esercitando il diritto di veto. Dal momento che il veto era previsto, i delegati palestinesi hanno preso la decisione di proporre la Risoluzione all’Assemblea Generale, dove nessuno Stato membro ha il potere di bloccare una risoluzione. Secondo The Times of Israel, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sottolineato che non ha specificato i confini della sovranità israeliana nella città di Gerusalemme e non ha richiesto un cambiamento nello status del luogo. Tuttavia, dal 6 dicembre, giorno dell’annuncio della sua decisione, il presidente è stato criticato da molti Paesi. Numerose proteste si sono scatenate nei territori palestinesi, soprattutto in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e al confine con Israele.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.