Libia: gruppo armato chiude la Camera di Tobruk

Pubblicato il 20 dicembre 2017 alle 6:03 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un gruppo armato ha chiuso la sede della Camera dei Rappresentati del governo di Tobruk, prima che potesse riunirsi per discutere la modifica dell’accordo di Skhirat e il piano proposto dalle Nazioni Unite nella seduta che si sarebbe dovuta tenere nella serata di martedì 19 dicembre, secondo quanto riferito da fonti locali.

Lo stesso giorno, martedì 19 dicembre, l’inviato dell’Onu in Libia, Ghassan Salamé, avrebbe dovuto incontrare il presidente della Camera dei Rappresentanti del governo di Tobruk, Aguila Saleh Issa, e alcuni membri della Camera per discutere i prossimi passi in merito all’emendamento dell’accordo di Skhirat.

Il patto era stato siglato il 17 dicembre 2015 nella città marocchina di Skhirat dai delegati del Congresso di Tripoli e della Camera di Tobruk per la creazione di un governo di accordo nazionale. L’accordo mirava a trovare una soluzione politica alla crisi in Libia. La decisione di modificarlo era stata presa dalle parti libiche l’8 settembre 2017, in occasione della quarta riunione del Comitato di alto livello dell’Unione africana sulla Libia a Brazzaville. L’emendamento dell’accordo era stato presentato da Salamé il 20 settembre, durante l’incontro di alto livello sulla Libia, che si era tenuto a margine della 72esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Il piano d’azione dell’Onu include cambiamenti istituzionali mirati a creare le condizioni per l’organizzazione di elezioni nazionali, la riduzione del numero dei membri del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale (GNA), che da nove diventeranno tre, e la nomina di un nuovo governo di transizione.

Il 17 dicembre, in occasione del secondo anniversario dell’accordo di Skhirat, Khalifa Haftar, capo della Libyan National Army e uomo forte del governo di Tobruk, aveva definito il mandato del governo di Tripoli, supportato dall’Onu, “scaduto”, dichiarando che non avrebbe riconosciuto più nessuna istituzione o accordo da esso scaturito, incluso il Consiglio presidenziale e il Consiglio di Stato. Per tutta risposta, Fayez Serraj, il premier del governo di Tripoli, riconosciuto a livello internazionale, aveva affermato che il patto non ha un termine, sottolineando che il passaggio di potere potrà essere eseguito solamente attraverso elezioni libere e trasparenti. Da parte sua, il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh Issa, aveva chiesto che venissero indette elezioni presidenziali e parlamentari nel 2018.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.