Catalogna domani al voto: incertezza nei sondaggi

Pubblicato il 20 dicembre 2017 alle 6:09 in Europa Spagna

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I catalani saranno chiamati domani ad eleggere il parlamento regionale, sciolto dal governo centrale lo scorso 28 ottobre a seguito del referendum indipendentista tenutosi illegalmente il 1 ottobre e la proclamazione d’indipendenza della Repubblica Catalana.

Da venerdì 15 dicembre è vietato pubblicare sondaggi, ma il divieto è aggirato, come da molti anni a questa parte ogni qualvolta la Spagna affronta un’elezione, grazie ai giornali di Andorra.

Il principale quotidiano del Principato, El Periodic d’Andorra, pubblica ogni giorno un nuovo sondaggio in cui gli umori dei catalani sono analizzati fin nei minimi dettagli.

Secondo i sondaggi degli ultimi due giorni, domina l’incertezza. Oltre il 28% degli intervistati si dice ancora indeciso, mentre la divisione tra indipendentisti e unionisti spacca la Catalogna esattamente a metà.

La lotta è serrata per il primo posto, tra Esquerra Republicana de Catalunya, la sinistra indipendentista, guidata dal carcere dall’ex vicepresidente Oriol Junqueras, e Ciutadans, la formazione liberale unionista guidata da Inés Arrimadas. Secondo i sondaggi Ciutadans è in testa per intenzioni di voto, ma ERC conquisterebbe più seggi grazie al sistema che penalizza Barcellona rispetto alle provincie più piccole. Girona e Lleida sono, difatti, feudi indipendentisti.

Incerta anche la corsa al terzo posto, tra la lista di Carles Puigdemont, Junts per Catalunya, e il partito socialista catalano. Seguono, distanziati, l’estrema sinistra Catalunya en Comú del sindaco di Barcellona Ada Colau, la sinistra anti-sistema indipendentista Candidatura d’Unitat Proletària e il Partito Popolare.

Parlando di seggi, le tre forze indipendentiste che hanno sostenuto il governo di Carles Puigdemont sono date tra 66 e 69 deputati regionali. Con la maggioranza assoluta prevista a 68, la formazione di una nuova coalizione indipendentista – che Madrid ha preannunciato di rispettare qualora si attenga alla legge – è appesa a un filo.

Unica certezza, sempre stando alle rilevazioni del Periodic d’Andorra, l’affluenza alta. Si prevede una partecipazione superiore all’80%. Nel 2015 fu del 74,95%, tre anni prima del 67,7%. 

Saranno dunque gli indecisi a decidere il risultato di un voto cruciale per la Catalogna e per tutta la Spagna, fermo restando che, a partire da venerdì, Madrid e Barcellona dovranno comunque trovare un nuovo modus vivendi.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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