Giappone: sì allo scudo anti-missile USA

Pubblicato il 19 dicembre 2017 alle 21:03 in Asia Giappone

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Il Giappone ha approvato l’installazione di due sistemi di difesa anti-missile terrestri per fronteggiare al meglio le crescenti minacce nucleari e missilistiche provenienti dalla Corea del Nord.

Il Gabinetto del Primo Ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha approvato, martedì 19 dicembre, l’installazione di due sistemi Aegis Ashore nel suo Paese. Si tratta di due sistemi di difesa missilistica terrestri che hanno lo scopo di rafforzare le difese del Giappone di fronte le minacce sempre più pressanti di nuovi test missilistici e nucleari provenienti da Pyongyang. I due sistemi Aegis si andranno ad unire al sistema già esistente articolato in due parti: le batterie Patriot e i distruttori di missili armati Aegis.

Secondo quanto riferito dagli ufficiali della Difesa nipponica, il governo prevede di installare i due sistemi Aegis in due punti diversi, che non sono stati resi noti ed entrambi saranno operativi prima del 2023. Il costo di ciascun sistema è di 100 miliardi di yen.

Il programma nucleare della Corea del Nord rappresenta “un nuovo livello di minaccia” per la sicurezza del Giappone, secondo quanto scritto nella relazione del Gabinetto del Primo Ministro del Giappone, per questo è divenuto necessario “migliorare le nostre capacità di difesa dai missili balistici per proteggere il nostro Paese in ogni momento e in un modo sostenibile”.

I sistemi Aegis Ashore sono la versione terrestre dei sistemi di difesa Aegis sviluppati dagli Stati Uniti per le navi da guerra e includono potenti radar, computer e missili.

Il governo nipponico ritiene che la portata dei radar dei sistemi Aegis Ashore li rende efficaci per la protezione dell’intero Paese, da Hokkaido a Okinawa. In precedenza, il governo di Tokyo aveva anche preso in considerazione l’idea di acquistare un altro sistema di difesa missilistica dagli Stati Uniti, il THAAD – Terminal High Altitude Area Defense – lo scudo anti-missile acquistato anche dalla Corea del Sud che ha causato il congelamento dei rapporti tra quest’ultima e Pechino nella prima metà del 2017. La ragione per cui il THAAD – dotato di potenti radar e in grado di intercettare e colpire i missili nella loro ultima fase di volo – è stato scartato dal Giappone è che per la natura geografica dell’arcipelago sarebbero serviti 6 moduli per coprire tutto il Paese.

Il Ministero della Difesa del Giappone ha previsto 2,8 milioni di yen per le attività di raccolta delle informazioni da far rientrare nel budget supplementare dell’anno fiscale in corso, che terminerà a marzo 2018, per accelerare l’installazione dei due sistemi Aegis Ashore. I costi per la ricerca e per la progettazione dei luoghi in cui gli scudi verranno posizionati rientreranno invece nel nuovo budget finanziario del prossimo anno e ammonteranno a circa 730 milioni di yen. “Non possiamo ancora stabilire quale sarà il costo finale, ma ci muoveremo nel modo più rapido possibile per installare gli Aegis Ashore, viste le richieste del popolo che ci domanda di gestire al meglio e con la maggiore urgenza possibile il problema della difesa dai missili balistici”, ha dichiarato il ministro della difesa Itsunori Onodera, durante una conferenza stampa, martedì 19 dicembre.

Nel budget finanziario per la difesa per l’anno fiscale 2018, approvato lo scorso agosto, il Ministro Onodera aveva previsto lo stanziamento di fondi per introdurre un nuovo scudo anti-missile, ma non aveva fornito dettagli, pur portando il budget a un record storico di 5,26 trilioni di yen.

La ragione per cui il Giappone ha deciso di migliorare il suo sistema di difesa anti-missile è che la Corea del Nord, nel corso del 2017, ha condotto 3 test orientando i suoi missili verso lo spazio aereo del Giappone. Il primo è avvenuto il 5 aprile, quando un missile a medio raggio è precipitato nelle acque del Mar del Giappone a poche centinaia di chilometri dalle coste del Paese. Il secondo è avvenuto il 29 agosto e si è trattato del primo test missilistico non annunciato da Pyongyang, il primo a essere stato orientato in modo da sorvolare il cielo del Giappone, dopo che la Corea del Nord non aveva condotto alcun test nelle prime settimane di agosto. Il terzo ed ultimo test missilistico nordcoreano a interessare direttamente il Giappone è stato effettuato il 15 settembre, quando un missile a medio raggio ha sorvolato la zona settentrionale dell’isola di Hokkaido prima di precipitare nell’Oceano Pacifico. Si è trattato del primo lancio condotto dopo l’approvazione del nuovo pacchetto di sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, l’11 settembre, in risposta al sesto test atomico condotto da Pyongyang, il 3 settembre.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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