Egitto: sventati attacchi terroristici

Pubblicato il 19 dicembre 2017 alle 20:30 in Africa Egitto

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Le forze di sicurezza egiziane hanno ucciso 5 sospettati di terrorismo e ne hanno arrestati altri 10 nei raid condotti nel nord del Paese.

Secondo quanto riferito dal Ministero degli Interni in un comunicato emanato lunedì 18 dicembre, le forze di sicurezza egiziane hanno condotto alcuni raid nei governatorati di Alessandria e di Al-Qalyubyya e hanno arrestato 10 persone sospettate di pianificare attacchi contro le infrastrutture pubbliche e i cristiani che vivono nel Paese. Durante le incursioni dei militari egiziani, 5 sospettati sono rimasti uccisi. Si tratterebbe di persone che hanno legami con i militanti che agiscono nel governatorato del Sinai del Nord.

Negli ultimi mesi, le forze di sicurezza egiziane hanno condotto numerosi raid per scovare presunti terroristi nel territorio, in particolare dopo che, il 29 novembre, il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, aveva ordinato al proprio esercito di utilizzare tutta la forza necessaria per rendere sicura la penisola del Sinai entro 3 mesi. Le disposizioni di Al-Sisi erano state impartite dopo che, il 24 novembre 2017, un attentato terroristico aveva colpito la moschea di Al-Rawdah, situata nei pressi della città di Al-Arish, capoluogo del governatorato egiziano del Sinai del Nord, causando la morte di 305 persone e il ferimento di altre 109.

Nella penisola del Sinai è molto attivo un gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico, che si autodefinisce “Stato del Sinai”. Il gruppo ha più volte rivendicato la paternità di attacchi terroristici avvenuti nell’area contro le forze della polizia egiziana. Recentemente, un nuovo gruppo estremista è apparso sulla scena egiziana. Si tratta di “Ansar Al-Islam”, un’organizzazione affiliata di Al-Qaeda che ha rivendicato l’attentato che, il 20 ottobre 2017, aveva portato alla morte di almeno 16 poliziotti nel deserto occidentale egiziano.

In Egitto è in vigore lo stato di emergenza dal 10 aprile 2014. Al-Sisi aveva imposto lo stato di emergenza nell’area settentrionale del Sinai il 25 ottobre 2014, dopo una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme. Più recentemente, il 12 ottobre 2017, il presidente egiziano aveva esteso lo stato di emergenza per un periodo di 3 mesi, a causa del persistere della situazione di instabilità nel territorio.

Infine, le forze dell’aeronautica, in coordinamento con le guardie di frontiera, sono impegnate nel monitoraggio del territorio di confine tra Egitto e Libia, al fine di garantirne la sicurezza e di respingere i tentativi di infiltrazione o di contrabbando da parte dei terroristi provenienti dalla Libia. Il 30 ottobre, le forze dell’aeronautica egiziana avevano sventato il tentativo di infiltrazione di 6 SUV carichi di armi, munizioni e merce di contrabbando all’interno del proprio territorio. Precedentemente, il 23 ottobre 2017, le forze egiziane avevano sventato un altro tentativo di infiltrazione nei confini del Paese da parte di estremisti provenienti dalla Libia.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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