Turchia: sventato attentato contro Erdogan

Pubblicato il 18 dicembre 2017 alle 13:20 in Grecia Turchia

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Nove membri del Fronte Rivoluzionario della liberazione popolare sono stati arrestati mentre cercavano di organizzare un attentato per colpire il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, durante la sua visita in Grecia.

Il presidente turco si era recato in visita ufficiale ad Atene giovedì 7 e venerdì 8 dicembre per incontrare il proprio omologo greco, Prokopis Pavlopoulos, e il primo ministro, Alexis Tsipras. Si è trattato della prima visita di un presidente turco in Grecia in 65 anni, nonostante Erdogan avesse già visitato il Paese in qualità di primo ministro.

Secondo quanto riferito dal quotidiano turco Daily Sabah, il 28 novembre, le forze di sicurezza greche avevano arrestato ad Atene 9 membri del Fronte, di nazionalità turca, con l’accusa di ordire un attentato contro il presidente Erdogan, in occasione della sua visita in Grecia. Il Fronte Rivoluzionario della liberazione popolare è un partito turco di ispirazione marxista-leninista, fondato nel 1978 come Sinistra rivoluzionaria, considerato un’organizzazione terroristica da Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. Tra coloro che sono stati arrestatti il 28 novembre c’è anche Hasan Biber, che aveva partecipato agli attacchi che il 19 marzo 2013 avevano colpito la sede del partito al governo e il Ministero della Giustizia ad Ankara.

Fonti della sicurezza greche hanno riferito che il piano del Fronte consisteva nell’attaccare il convoglio nel quale viaggiava Erdogan, chiamato in codice “Scorpione”, durante il suo passaggio nella capitale greca. Stando a quanto stabilito dal piano, due gruppi di uomini avrebbero dovuto attaccarlo dai lati e un terzo gruppo dalla parte posteriore, utilizzando lanciarazzi, granate e bombe Molotov. Al momento, le forze di sicurezza starebbero ancora lavorando per identificare il luogo in cui sono state nascoste le granate e le munizioni, che si pensa siano state sepolte ai piedi del monte Parnitha, situato nel territorio a nord-ovest di Atene.

In Grecia, il Fronte è sempre stato molto attivo, a tal punto che il gruppo gestisce un campo, nascondendolo dietro l’etichetta di campo profughi, nella città di Lavrion, situata a 60 chilometri a sud-est di Atene. Negli ultimi anni e, in particolare, in seguito all’intensificarsi della cooperazione con la Turchia, il Paese ha cambiato la politica di tolleranza che aveva adottato nei confronti del gruppo. Nel 2014, le autorità greche avevano attestato numerosi militanti del Fronte, tra i quali anche alti membri del gruppo, tuttavia si erano rifiutati di estradarli.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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