Turchia: Erdogan vuole aprire l’ambasciata in Palestina

Pubblicato il 18 dicembre 2017 alle 21:26 in Palestina Turchia

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, ha annunciato che intende aprire l’ambasciata in Palestina, dato che a Gerusalemme Est è già presente un consolato guidato dall’ambasciatore turco.

La dichiarazione del presidente turco è avvenuta in seguito a un incontro d’emergenza, tenutosi a Istanbul, mercoledì 13 dicembre, tra i membri dell’Organizzazione della cooperazione islamica, che hanno riconosciuto Gerusalemme Est come la capitale occupata della Palestina e hanno chiesto alla comunità internazionale di fare altrettanto. L’incontro è stato convocato per discutere la decisione del 6 dicembre di Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, che ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e ha avviato le pratiche per trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv alla Città Santa.

Il presidente turco ha dichiarato la nascita di una “nuova alleanza”, formatasi in opposizione alla dichiarazione di Washington su Gerusalemme, e ha spiegato la necessità di proteggere e preservare lo status storico e la santità della città. Anche il presidente palestinese, Mahmud Abbas, durante la conferenza di mercoledì, ha sottolineato che non accetteranno più il ruolo di mediatore degli Stati Uniti sul processo di pace israelo-palestinese. Attraverso la Dichiarazione di Istanbul, stilata al termine di questa conferenza, i leader dei Paesi arabi e non hanno espresso piena solidarietà alla Palestina e hanno rifiutato la decisione statunitense.

Lo stesso giorno, mercoledì 13 dicembre, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha respinto quanto deciso dall’Organizzazione della cooperazione islamica, affermando che le dichiarazioni emerse dalla riunione non spaventano Tel Aviv e si è detto fiducioso che, in futuro, molti Paesi riconosceranno Gerusalemme come capitale di Israele. Il premier ha anche affermato che i palestinesi dovrebbero accettare la realtà e lavorare per il processo di pace, riconoscendo anche che, a Gerusalemme, Israele garantirà la libertà di religione per tutti.

I rapporti tra Israele e Turchia sono stati spesso tesi, sotto il governo di Erdoğan, e si sono ulteriormente logorati in seguito alla decisione del presidente turco di stabilire l’ambasciata del proprio Paese in Palestina. In tale occasione, il presidente turco ha affermato che Gerusalemme è la “capitale dei musulmani” e gli israeliani non hanno diritto di appropriarsene, come riporta il quotidiano The Times of Israel. Precedentemente, Ankara aveva minacciato di sospendere le relazioni diplomatiche con Israele se Trump avesse annunciato il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele.

Lunedì, 18 dicembre, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu voterà la risoluzione, proposta dall’Egitto, che respinge la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. È probabile che Washington imporrà il veto su questa decisione e, in tal caso, Erdoğan ha affermato che avanzerà una proposta di Risoluzione simile all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove la semplice maggioranza permetterebbe il passaggio del documento. Nell’Assemblea Generale, a differenza di quanto accade nel Consiglio di Sicurezza, se approvata, la Risoluzione non potrebbe essere bloccata dall’imposizione del veto. Secondo quanto riportato dalla CNN, l’approvazione di una Risoluzione del genere dimostrerebbe una forte opposizione  da parte di numerosi Paesi nei confronti di Trump.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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