Nigeria: imboscata contro convoglio umanitario nel nord-est del Paese

Pubblicato il 18 dicembre 2017 alle 19:39 in Africa Nigeria

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Un convoglio umanitario del Word Food Programme è stato attaccato da un gruppo di militanti armati, che hanno ucciso 4 persone, nel nord-est della Nigeria domenica 17 dicembre.

Quell’area del Paese è particolarmente colpita dalla furia dei terroristi di Boko Haram, i quali, tuttavia, effettuano raramente attentati contro i membri delle organizzazioni umanitarie. La maggior parte delle offensive dei jihadisti nigeriani si concentra contro le forze di sicurezza locali e i civili.

L’imboscata è avvenuta a pochi giorni di distanza dall’annuncio dei governatori degli Stati nigeriani di investire 1 miliardo di dollari nella lotta contro Boko Haram, per sostenere gli sforzi del governo di Abuja. Alla fine del giugno 2016, l’Onu aveva temporaneamente sospeso l’invio di aiuti umanitari alla Nigeria, in seguito ad un attacco contro un convoglio umanitario nello Stato del Borno che stava trasportando cibo e beni di prima necessità agli sfollati della regione.

 Nonostante la Nigeria possieda una delle economie più prosperose di tutto il continente africano, è dilaniato dalla furia dei jihadisti di Boko Haram che, dal 2006 spargono violenza in tutto il Paese, soprattutto nel nord-est, e nei vicini Camerun, Ciad e Niger. Dal 2009 a oggi, più di 20,000 persone sono state uccise nella sola Nigeria, e quasi 3 milioni di cittadini sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, sono poi costrette dai miliziani a diventare kamikaze venendo fatte saltare in aria nei pressi di mercati e luoghi affollati. Il 23 agosto 2017, l’UNICEF ha reso noto che il numero di bambini e bambine kamikaze utilizzati da Boko Haram è quadruplicato dall’inizio dell’anno a oggi, rispetto ai dati del 2016. Secondo le stime dell’organizzazione umanitaria, dal primo gennaio 2017, 83 minori sono stati obbligati a farsi saltare in aria nel nord-est della Nigeria. Di questi, 55 erano bambine, spesso al di sotto dell’età di 15 anni, 27 erano maschi e uno era un neonato, che è stato fatto esplodere mentre era in braccio a una ragazzina.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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