Kosovo: creazione dell’esercito entro marzo 2018

Pubblicato il 18 dicembre 2017 alle 14:21 in Balcani Kosovo

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Il primo ministro del Kosovo, Ramush Haradinaj, ha promesso la creazione dell’esercito del Paese e la liberalizzazione dei visti entro marzo 2018.

Haradinaj è intenzionato a creare l’esercito nazionale entro marzo, o addirittura un mese prima, come ha dichiarato all’emittente nazionale RTK. La Commissione Europea ha indicato i criteri che il Kosovo dovrà soddisfare per quanto riguarda la liberalizzazione dei visti, ossia la riduzione del livello di corruzione nel Paese e la ratificazione dell’accordo sui confini col Montenegro, ma non ha rilasciato commenti sulla scadenza indicata dal primo ministro per quanto riguarda la creazione dell’esercito. Il portavoce dell’Unione Europea, Maja Kocijancic, ha confermato però che la questione verrà attentamente seguita.

Secondo Gazetaexpress, dal 18 dicembre, Haradinaj si troverà a Bruxelles per una serie di incontri bilaterali, durante i quali verranno discusse le sue decisioni. Già la sera del 18 dicembre, è previsto che il primo ministro partecipi ad una cena informale offerta dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Federica Mogherini, insieme ai primi ministri di Macedonia, Serbia, Montenegro, Albania e Bosnia Erzegovina. Tale cena costituirà il terzo incontro di questo genere, avvenuto nel corso del 2017, durante il quale verranno discussi gli ultimi sviluppi negli Stati e i piani per il 2018, anno in cui verranno sviluppate numerose opportunità per migliorare il percorso di integrazione nell’Unione Europea. Questo obiettivo è particolarmente importante per Pristina, infatti, durante un incontro del governo kosovaro tenutosi venerdì 15 dicembre, il vice primo ministro, Enver Hoxhaj, ha annunciato la decisione di cominciare il processo di candidatura al Consiglio d’Europa nel 2018. Il ministro degli Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha commentato la notizia dichiarando il Kosovo non può candidarsi come membro del Consiglio d’Europa poiché non è un vero Stato. Belgrado, infatti, non riconosce l’indipendenza del Paese. Inoltre, secondo Dacic, Pristina non soddisfa i principi e gli standard base per quanto riguarda i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto.

A marzo 2017, la Russia si era espressa contro l’intenzione del Kosovo di creare un esercito, poiché questa decisione avrebbe potuto minacciare la stabilità dei Balcani. Inoltre, ciò sarebbe contrario alla Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 10 giugno 1999, che prevede la demilitarizzazione del Paese.

La preoccupazione della Russia è che il territorio kosovaro venga utilizzato come base di reclutamento per potenziali terroristi, che potrebbero poi recarsi all’estero come Foreign Fighters. In realtà, il governo del Kosovo ha recentemente approvato una nuova Strategia Nazionale contro il Terrorismo e il Piano d’Azione 2018-2022, che prevede la gestione dei combattenti che entrano nel Paese, provenienti dalle zone di conflitto del Medio Oriente successivamente al collasso militare del’ISIS. Il ministro degli Interni kosovaro, Flamur Sefaj, ha incluso nel piano anche il controllo di coloro che supportano il radicalismo islamico, cellule dormienti o simpatizzanti. La strategia è basata su quattro obiettivi strategici: prevenzione, protezione, ricerca e reazione.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano.

di Redazione

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