Israele valuta la pena di morte per i terroristi

Pubblicato il 18 dicembre 2017 alle 17:24 in Israele Medio Oriente

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La coalizione di governo israeliana ha approvato un progetto di legge che impone la pena capitale nei confronti dei terroristi. Anche se non specificato, si tratterebbe di una misura presa contro i terroristi palestinesi, stando a quanto riferito dal quotidiano israeliano Times of Israel.

Secondo un comunicato emanato domenica 17 dicembre dal partito del ministro della Difesa, Avigdor Liberman, Yisrael Beytenu: “Oggi, il progetto di legge per la pena di morte ai terroristi è stato finalmente approvato dalla riunione dei leader della coalizione. La legislazione dovrebbe essere molto semplice e molto chiara: un terrorista che viene a uccidere civili innocenti dovrà essere condannato a morte”. Il documento riferisce anche le parole di Liberman, il quale avrebbe affermato che, se il progetto diventasse legge, costituirebbe un potente deterrente e un contrappeso alle speranze degli assalitori palestinesi. In questo senso, il ministro della Difesa israeliano ha dichiarato: “Non dobbiamo permettere ai terroristi di sapere che dopo aver commesso un omicidio, siederanno in prigione, si godranno condizioni confortevoli e potrebbero essere rilasciati in futuro”.

Lieberman fa riferimento al fatto che i prigionieri palestinesi sono stati spesso liberati in seguito ad accordi politici o in seguito allo scambio di prigionieri. Il 18 ottobre 2011, Israele aveva rilasciato più di 1000 prigionieri palestinesi in cambio del soldato Gilad Shalit, che era catturato dai militanti di Hamas il 25 giugno 2006 ed era stato tenuto prigioniero nella Striscia di Gaza per cinque anni.

Per essere approvato, il progetto di legge dovrà essere sottoposto al voto del Parlamento, che ha più volte respinto tale tipologia di progetti di legge, e, successivamente, all’approvazione della Corte Suprema. Al momento, non è stata comunicata la data in cui il progetto verrà presentato.

Si tratta di una misura che il ministro della Difesa aveva promesso durante la campagna elettorale del 2015. Inizialmente tale progetto di legge non aveva ottenuto sufficiente supporto a livello politico. La posizione del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in merito alla misura è cambiata dopo l’attacco terroristico che il 21 luglio aveva causato la morte di 3 israeliani nell’insediamento di Halamish in Cisgiordania. In tale occasione, un palestinese aveva ucciso 3 israeliani mentre stavano festeggiando un battesimo. Da quel momento, Netanyahu ha iniziato a supportare l’adozione della pena di morte per i terroristi, affermando che si tratta di una punizione adeguata per “uno spregevole assassino”.

Israele prevede la pena di morte per crimini contro l’umanità e tradimento, ma tale punizione non viene mai utilizzata. L’ultima volta che Israele ha applicato la pena capitale è stata il 1 giugno 1962 contro il nazista Adolf Eichmann, accusato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e crimini contro il popolo ebraico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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