Iran: Macron non segua ciecamente Trump

Pubblicato il 17 dicembre 2017 alle 17:16 in Francia Iran

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L’Iran ha criticato la linea dura portata avanti dal presidente francese Emmanuel Macron nei confronti di Teheran, e ha detto che presto Parigi perderà la sua credibilità internazionale se “segue ciecamente” il presidente americano Donald Trump.

Stando a quanto ha riportato domenica 17 dicembre 2017 l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, Ali Akbar Velayati, l’alto consigliere del leader supremo del Paese, l’ayatollah Ali Khamenei, avrebbe affermato che se la Francia vuole continuare ad esercitare la sua credibilità internazionale, allora non dovrebbe seguire ciecamente gli americani. A suo dire, infatti, il presidente francese si sta comportando come se fosse “il cagnolino di Trump”.
Le tensioni tra l’Iran e la Francia si sono acuite di recente dopo che il presidente Macron ha commentato che Teheran dovrebbe essere meno aggressivo nel Medio Oriente, citando in particolare il suo coinvolgimento nella guerra civile siriana.
Macron, a differenza di Trump, ha riconfermato l’impegno del suo Paese in ottemperanza all’accordo firmato nel 2015 tra l’Iran e le potenze mondiali; detto accordo prevedeva che Teheran mettesse un freno al suo criticato programma nucleare in cambio della sospensione delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale che gravavano sul Paese. Tuttavia, Macron ha criticato i test missilistici condotti da Teheran e accarezza l’ipotesi di imporre nuove sanzioni sul programma iraniano, che secondo Teheran è da intendere puramente a scopo difensivo.
Velayati ha criticato anche la condotta dell’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite Nikki Haley, che ha recentemente mostrato pezzi di ciò che a suo dire era un missile iraniano fornito alle milizie Houthi allineate con Teheran in Yemen. Secondo l’ambasciatrice, gli oggetti arrecati rappresentano le prove oggettive della violazione delle risoluzioni Onu da parte dell’Iran. Velayati ha affermato che tale rivendicazione mostra come a Nikki Haley manchi qualunque base scientifica oltre che “l’educazione”, e che l’ambasciatrice è tale e quale al suo capo – riferendosi a Trump – in quanto anche lui dice “cose infondate e ridicole”. L’Iran, secondo l’alto consigliere, non ha fornito allo Yemen alcun missile.
L’agenzia di stampa Tasnim ha citato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Ramezan Sharif; egli, nella medesima giornata di domenica 17 dicembre 2017, avrebbe affermato che gli americani mostrano una testata missilistica e sostengono sia cosparsa di impronte iraniane, mentre chiunque sa che in passato lo Yemen ha fatto proprie le capacità di costruzione missilistica che erano appannaggio dell’Unione Sovietica e della Corea del Nord.
La Francia ha assunto una condotta prudente in merito al rapporto dell’ambasciatrice americana all’Onu. Il portavoce del viceministro degli Esteri francese Alexandre Giorgini, venerdì 15 dicembre 2017 ha affermato che il segretariato delle Nazioni Unite non ha ancora, in questa fase, tratto alcuna conclusione sulla faccenda. La Francia, ha riferito Giorgini, continua a vagliare le informazioni in suo possesso.
L’Arabia Saudita – che da lungo tempo accusa l’Iran di contrabbandare missili agli Houthi, e che è concretamente intervenuta contro di loro nel conflitto in Yemen scoppiato il 19 marzo 2015 per cercare di ripristinare il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale – dal canto suo ha accolto entusiasticamente il rapporto di Nikki Haley.
L’Iran ha uno dei programmi missilistici più imponenti del Medio Oriente, e alcuni dei missili di precisione che sono in suo possesso hanno una gittata capace di colpire Israele, acerrimo nemico del Paese. Israele, per contro, ha esortato le potenze mondiali a intraprendere misure punitive contro le ambizioni missilistiche portate avanti dall’Iran.

A novembre 2017 un ministro di gabinetto israeliano ha affermato che Israele avrebbe intrattenuto rapporti segreti con l’Arabia Saudita per discutere le comuni preoccupazioni nei confronti dell’Iran.
Domenica 17 dicembre 2017 Velayati ha affermato che tali presunti incontri tra i due Paesi non costituirebbero una minaccia per l’Iran perché sia l’Arabia Saudita sia Israele sono Paesi “deboli e insignificanti”.
Il 26 novembre 2017, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha messo in guardia l’Europa sostenendo che se il continente dovesse in qualche modo minacciare Teheran, i Guardiani iraniani metterebbero a punto nuovi missili con una gittata superiore ai 2mila chilometri.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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