Gerusalemme: progetto Onu per annullare la mossa di Trump

Pubblicato il 17 dicembre 2017 alle 6:00 in Israele USA e Canada

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sta considerando l’ipotesi di una risoluzione che renderebbe nulle le decisioni sullo statuto di Israele, ivi compreso il riconoscimento americano di Gerusalemme come legittima capitale del Paese.

La bozza del documento proposto dall’Egitto e circolato sabato 16 dicembre 2017 tra i 15 Paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu non menziona specificamente né gli Stati Uniti né Trump. I diplomatici in questione hanno affermato che gode di ampio appoggio ma che molto probabilmente verrà bloccato dal veto di Washington.
Stando a quanto sostengono le parti in causa, il Consiglio potrebbe votare già a partire dal 18 dicembre; una risoluzione necessita di nove voti a favore e dell’assenza di veto da parte dei cinque membri permanenti: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina.
Dopo che mercoledì 6 dicembre 2017 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficialmente riconosciuto Gerusalemme come capitale legittima di Israele e ha comunicato di voler spostare da Tel Aviv a Gerusalemme l’ambasciata americana, suscitando la violenta reazione dei palestinesi, i ministri degli Esteri arabi, di comune accordo, si sono rivolti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti per chiedere che venisse stilata una risoluzione sulla questione. Se da un lato è poco probabile che la bozza venga approvata, in primis per via della forte probabilità che essa si scontri con il veto americano, dall’altro allontana ulteriormente gli altri leader mondiali dalla posizione di Trump sulla tematica di Gerusalemme.
La missione statunitense presso l’Onu, nella giornata di sabato 16 dicembre 2017, non ha rilasciato commenti in merito alla votazione della risoluzione.  L’ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite Nikki Haley ha apprezzato la mossa di Trump sostenendo che fosse “la cosa giusta da fare”.

La proposta di risoluzione affermerebbe che “qualsiasi decisione e azione che rivendichi di aver alterato il carattere, lo statuto o la composizione demografica della Città Santa di Gerusalemme non ha valore legale, è nulla, invalida e deve essere abrogata in conformità con rilevanti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”. Inoltre si appella a tutti gli Stati affinché si astengano dalla creazione di missioni diplomatiche nella Città Santa di Gerusalemme, in forza della risoluzione 478 (1980) del Consiglio di Sicurezza. La proposta di risoluzione del Consiglio esige infine che “tutti gli Stati agiscano in conformità con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza inerenti alla Città Santa di Gerusalemme, e non riconoscano azioni o misure contrarie a queste risoluzioni”.

Israele considera la città di Gerusalemme come la propria eterna e indivisibile capitale, ed esige che tutte le ambasciate siano situate lì. I palestinesi invece voglio che Gerusalemme Est sia la capitale di uno Stato palestinese indipendente, in luce del fatto che Israele nel conflitto del 1967 conquistò e annesse il settore orientale della città in una mossa che non fu mai riconosciuta a livello internazionale.

Una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottata a dicembre 2016 sottolineava, con particolare riferimento alla città di Gerusalemme, che non sarebbe stato riconosciuto alcun cambiamento agli accordi presi il 4 giugno del 1967 salvo quelli previsti da un accordo delle parti tramite negoziati. Tale risoluzione fu approvata con 14 voti a favore e con l’astensione dell’ex presidente americano Barack Obama e della sua amministrazione, che di fatto rese possibile l’approvazione del documento non ponendo il veto.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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