Esercito somalo: USA sospenderanno rifonimenti di cibo e carburante

Pubblicato il 17 dicembre 2017 alle 6:13 in Somalia USA e Canada

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Gli Stati Uniti sospenderanno i rifornimenti di cibo e di carburante alle forze armate della Somalia, a causa della profonda corruzione.

L’annuncio è arrivato in un momento delicato per la Somalia, dal momento che i peacekeeper inizieranno a ritirarsi entro la fine del 2017. È altresì previsto che le truppe del Burundi, Etiopia, Gibuti, Kenya e Uganda lascino definitivamente il Paese entro il 2020. I soldati dell’Unione Africana sono giunti a Mogadiscio circa 10 anni fa, per supportare l’esercito locale contro il gruppo terroristico somalo al-Shabaab. Gli USA sono a loro volta presenti in Somalia dal 2007, dove hanno posizionato circa 22,000 peacekeeper ma, dopo ormai un decennio, si sono resi conto che i governi somali recenti non sono riusciti a costruire un valido esercito nazionale. Gli ufficiali americani temono che, senza soldati somali forti e preparati, i jihadisti di al-Shabaab potrebbero rafforzarsi e destabilizzare maggiormente la regione, creando un rifugio sicuro anche per altri gruppi terroristici, quali al-Qaeda e lo Stato Islamico. Alla luce di tale eventualità, tra il 3 e il 4 novembre, gli aerei americani hanno effettuato i primi bombardamenti contro i militanti dello Stato islamico in Somalia che, ad avviso delle Nazioni Unite, negli ultimi mesi sono passati dall’essere poche decine di jihadisti, a circa 200 membri.  Da gennaio a novembre 2017, gli USA hanno compiuto complessivamente 30 bombardamenti aerei in Somalia contro i militanti di al-Shabaab, di cui 14 soltanto nel mese di agosto, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti. 

Reuters riferisce che Washington ha deciso di sospendere i rifornimenti di cibo e carburante, in quanto l’esercito somalo si è dimostrato incapace di provvedere da solo a tali risorse. Tuttavia, è stato specificato che il Dipartimento di Stato americano continuerà a supportare alcune unità di forze speciali somale, collaborando anche con il governo di Mogadiscio per concordare i criteri per ottenere nuovamente i rifornimenti.

La Somalia è dilaniata da anni dalla violenza di al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. L’attacco più mortale compiuto dai jihadisti somali è avvenuto lo scorso 14 ottobre a Mogadiscio, dove sono morte più di 200 persone. L’ultimo attentato è avvenuto il 14 dicembre, sempre nella capitale, dove un attentatore suicida travestito da poliziotto di è infiltrato all’interno di un’accademia militare, uccidendo 18 ufficiali.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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