Sudafrica: al via la scelta del nuovo leader dell’ANC

Pubblicato il 16 dicembre 2017 alle 19:42 in Africa Sudafrica

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Migliaia di rappresentanti del Congresso Nazionale Africano, partito al governo in Sudafrica, si sono riuniti per eleggere il nuovo leader dopo Jacob Zuma.

Nella mattina di sabato 16 dicembre 2017, a Johannesburg, i membri del Congresso Nazionale Africano (ANC) si sono incontrati per decidere chi andrà a sostituire il controverso leader attuale, Jacob Zuma. Si tratta di una scelta cruciale in quanto a due anni dalle elezioni politiche. Il vincitore – che dovrebbe essere nominato domenica 17 dicembre 2017 – si troverà infatti in una posizione di vantaggio per diventare il prossimo capo di Stato nel 2019. A conclusione di una campagna elettorale molto serrata che ha diviso il partito, la corsa alla successione di Zuma si è ridotta a un tête-à-tête tra l’attuale vicepresidente sudafricano Cyril Ramaphosa e Nkosazana Dlamini-Zuma, ex-moglie dell’attuale capo di Stato.
Il Congresso Nazionale Africano domina la scena politica sudafricana sin dalla fine dell’apartheid e dell’ascesa al potere di Nelson Mandela, eletto presidente a seguito delle prime elezioni libere nella storia del Paese, nel 1994. Oggi il partito è in forte calo, indebolito da una persistente crisi economica caratterizzata da un tasso di disoccupazione da record che supera il 27%, e per via delle numerose accuse di corruzione rivolte a Jacob Zuma. Il malcontento di milioni di sudafricani neri – trascurati dal Paese che è conosciuto anche sotto il nome di “nazione arcobaleno” – potrebbe nel 2019 far perdere all’ANC la maggioranza assoluta.
Sabato 16 dicembre 2017, al loro arrivo al centro conferenze dove si terrà, fino a mercoledì 20 dicembre, il raduno dell’ANC, i sostenitori di Ramaphosa hanno apertamente espresso il loro risentimento contro la fazione di Zuma.
Intervistato da AFP, Telefu Velaphi, trentottenne attivista della provincia del Gauteng – costituita dall’area urbana di Johannesburg e Pretoria – ha detto che il retaggio lasciato da Zuma è a suo avviso disastroso, e che il presidente pensa solamente ai suoi interessi e a quelli dei suoi amici. L’attivista ha aggiunto che secondo lui, quando verrà eletto Ramaphosa, il Paese tornerà a funzionare.
Il sessantacinquenne Cyril Ramaphosa è un ex sindacalista convertitosi in facoltoso uomo d’affari; è sostenuto dall’ala moderata del partito e gode anche dell’apprezzamento dei mercati finanziari. Nel corso dei suoi interventi, Ramaphosa ha denunciato la corruzione del “gruppo di Zuma”. I suoi detrattori, invece, non hanno perso l’occasione per accusarlo di non aver preso le distanze dal presidente già in passato, e per aver difeso la situazione economica attuale.
Ex ministro e presidente dell’Unione africana (UA), Nkosazana Dlamini-Zuma, 68 anni, insiste sulla linea della “trasformazione radicale dell’economia” in favore della maggioranza nera, tema molto caro a Jacob Zuma. Tuttavia, Nkosazana Dlamini Zuma fatica a mostrarsi indipendente da Jacob Zuma agli occhi dei suoi oppositori, i quali sospettano che la donna abbia promesso all’ex marito l’immunità giudiziaria.
La conferenza dell’ANC avrebbe dovuto iniziare nel pomeriggio di sabato 17 dicembre 2017 affrontando il tema del resoconto dell’operato politico del suo leader Jacob Zuma. Durante una cena di gala tenutasi venerdì 16 dicembre, il capo di Stato ha affermato che lascerà “senza rancori” la guida dell’ANC, riconoscendo alcuni “errori” da parte del suo governo.
Jacob Zuma ha ammesso che il tasso di disoccupazione, specialmente tra i giovani, non depone a suo favore, e che “solo chi non fa nulla non commette errori”.

Poco prima dell’apertura della conferenza di sabato 16 dicembre, il presidente sudafricano ha annunciato che a partire dal 2018 l’istruzione superiore sarà gratuita per la maggior parte degli studenti del Paese.
I circa 5.200 rappresentanti riuniti a Johannesburg avvieranno le operazioni di voto dalla proclamazione dei candidati a partire dal pomeriggio di sabato 16 dicembre, nella speranza di ottenere i risultati il giorno successivo. Ramaphosa si presenterà davanti agli attivisti dell’ANC con un piccolo vantaggio sulla rivale Dlamini-Zuma relativamente alle candidature delle sezioni locali del partito, ma questo scarto risulta teorico poiché i rappresentanti della parte politica possono votare a propria discrezione.
Con l’avvicinarsi del voto, le voci sulla corruzione sono tornate a riscuotere l’attenzione mediatica. Amanda Gows, professoressa di scienze politiche all’università di Stellenbosch, ha affermato a AFP che ormai non è più un segreto che i voti possono essere comprati. Le elezioni nelle sezioni del partito sono state contrassegnate da numerose irregolarità, ivi comprese anche contestazioni innanzi ai tribunali. Malgrado gli appelli all’unità lanciati da ambo le parti, secondo diversi esperti le posizioni molto distanti alimentano un rischio reale di frammentazione del partito.
Questa conferenza dell’ANC segna la fine di due mandati di cinque anni di Jacob Zuma alla testa del partito. La sua uscita rischia di gravare sul futuro del suo mandato come capo di Stato, che terminerà nel 2019.
Secondo Ben Payton, analista della Risk Consultants, se Cyril Ramaphosa diventasse il nuovo dirigente del partito e i suoi stretti “alleati” ottenessero delle posizioni chiave, questa situazione gli porterebbe i voti necessari per sostituire Zuma anche prima della fine del suo mandato.

Il Congresso Nazionale Africano (ANC) è il più importante partito politico sudafricano, fondato l’8 gennaio 1912, rafforzatosi nell’epoca della lotta all’apartheid, e rimasto ininterrottamente al governo del Paese dalla caduta della politica di segregazione razziale, avvenuta nel 1994 – quattro anni dopo la liberazione di Nelson Mandela – a oggi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti francesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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