Minniti in Giordania: lotta congiunta al terrorismo al centro dei colloqui

Pubblicato il 15 dicembre 2017 alle 19:26 in Giordania Italia

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Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è recato ad Amman per rafforzare i legami bilaterali tra Italia e Giordania.

Durante la visita ufficiale, Minniti ha colloquiato con il re Abdullah, il ministro dell’Interno giordano, Ghaleb Al Zoubi e il Consigliere speciale del re per gli Affari religiosi, Ghazi bin Muhammad, presso il palazzo Al Husseiniya riguardo alle prospettive della cooperazione, soprattutto nel campo della sicurezza e della difesa. Nel corso dei meeting, sono state affrontate diverse questioni, tra cui il contrasto del terrorismo e della criminalità internazionale, le dinamiche dei flussi migratori, la Libia e la decisione del presidente americano, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

In merito alla cooperazione nella sicurezza, Minniti e re Abdullah hanno concordato di voler approfondire i rapporti tra i due Paesi per portare avanti una lotta congiunta contro il terrorismo, soprattutto alla luce delle recenti sconfitte militari dell’ISIS in Siria e in Iraq, che porterà gradualmente al rientro dei foreign fighter. I due hanno altresì affermato di attribuire estrema importanza ai processi di de-radicalizzazione, riferendo che è necessario sviluppare un sistema di scambio di informazioni e di analisi del fenomeno estremista.

Sul fronte dell’immigrazione, Minniti ha sottolineato “lo straordinario impegno giordano” nell’accoglienza dei rifugiati siriani e iracheni, dimostrando che la società giordana è tollerante e pacifica. La Giordania e la Siria confinano per più di 370 km, così che, dallo scoppio della guerra civile il 15 marzo 2017, i cittadini siriani fuggiti dal conflitto si sono rifugiati nel Regno Hashemita. Secondo le stime delle Nazioni Unite, al momento, la Giordania starebbe ospitando più di 650.000 rifugiati siriani, mentre le autorità di Amman affermano che il numero reale si aggiri intorno all’1,3 milioni. Il ministro italiano e il sovrano giordano hanno infine concordato sulla necessità della stabilità libica, al fine di porre fine alla crisi migratoria.

In riferimento a Gerusalemme, Minniti ha dichiarato di sostenere la Giordania, commentando che la decisione di Trump provocherà scontri in tutta la regione. Il 6 dicembre, il presidente americano ha annunciato pubblicamente di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, riferendo di farvi trasferire l’ambasciata statunitense, che attualmente si trova a Tel Aviv. Lo status di Gerusalemme costituisce una questione estremamente delicata, dal momento che la città rappresenta un luogo religioso fondamentale sia per i musulmani sia per gli ebrei, motivo per cui entrambi ambiscono a proclamare la città capitale del proprio Stato. La comunità internazionale ritiene che lo status di Gerusalemme debba essere deciso soltanto nei colloqui di pace tra Israele e Palestina. La Giordania ha un ruolo speciale nella gestione dei luoghi sacri della città, in base a quanto afferma il trattato di pace firmato con Israele il 4 maggio 1994.

L’Italia e Giordania intrattengono relazioni diplomatiche dall’inizio del Regno Hascemita, fondato nel 1916, che sono basate su continui scambi a tutti i livelli, politico, economico, sociale e culturale. Entrambi i Paesi si sono sempre impegnati a preservare la pace e lo sviluppo della regione, professando il dialogo interculturale e la tolleranza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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