Ginevra 8: persa un’occasione d’oro

Pubblicato il 15 dicembre 2017 alle 18:23 in Medio Oriente Siria

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L’ottavo round dei negoziati di Ginevra si è concluso giovedì 14 dicembre senza il raggiungimento di alcun risultato in merito a una soluzione politica alla guerra civile siriana.

In occasione della conferenza stampa, che si è tenuta in seguito alla conclusione dei negoziati di pace, l’inviato speciale del segretario generale dell’ONU per la Siria, Staffan de Mistura, si è detto dispiaciuto per il mancato raggiungimento di una soluzione politica alla guerra civile siriana e ha affermato che, durante le sessioni di dialogo, la delegazione del regime siriano non ha mostrato una volontà reale di dialogare con la controparte. In merito alla questione, de Mistura ha dichiarato: “Non vi sono state negoziazioni reali e non mi è sembrato che il governo cercasse davvero di intraprendere un dialogo, di questo mi dispiaccio” e ha sottolineato che la Siria “ha perso un’occasione d’oro”.

De Mistura fa riferimento al fatto che la delegazione del regime ha più volte espresso la propria contrarietà nei confronti della richiesta, avanzata dall’opposizione siriana già prima dell’inizio dei negoziati di pace, delle dimissioni di Bashar Al-Assad come condizione per la creazione di uno Stato siriano dopo la fine della guerra civile. I rappresentanti del governo avrebbero subordinato l’abolizione di tale richiesta all’avvio delle trattative. Per tale motivo, per ben due volte nel corso dell’ottavo round dei negoziati di Ginevra, la delegazione ha ritardato il proprio arrivo nella città svizzera.

Da parte sua, il capo della delegazione del governo siriano, Bashar Al-Jaafari, ha incolpato i Paesi occidentali e l’Arabia Saudita del fallimento dell’ottavo round delle negoziazioni, accusandoli di aver ostacolato i negoziati di pace. In tale contesto, Al-Jaafari ha affermato che l’opposizione siriana, sostenuta da Riad, aveva imposto una precondizione ai negoziati, ovvero le dimissioni di Al-Assad e che, fino a quando tale richiesta sarebbe rimasta, il regime non avrebbe acconsentito a “trattative dirette” con la propria controparte.

In occasione dell’incontro tra le diverse fazioni dell’opposizione siriana, che si era tenuto a Riad tra il 22 e il 24 novembre 2017, l’opposizione aveva chiesto le dimissioni del presidente Bashar Al-Assad, come condizione per la creazione di uno Stato siriano dopo la fine della guerra civile. Damasco aveva definito tale richiesta un “passo indietro” nelle trattative.

In merito al ruolo dell’inviato speciale dell’ONU, Al-Jaafari ha affermato che de Mistura avrebbe commesso “un errore” quando, mercoledì 13 dicembre 2017, aveva chiesto al presidente russo, Vladimir Putin, di “avere il coraggio” di convincere la propria controparte siriana a indire nuove elezioni nel Paese. Secondo Al-Jaafari, “tali dichiarazioni hanno minato il mandato di de Mistura come mediatore dei negoziati, cosa che avrà conseguenze su tutto il processo di Ginevra”. In tale contesto, il capo della delegazione del governo ha affermato che le parole dell’inviato speciale hanno messo in discussione il suo futuro ruolo del processo di pace e ha dichiarato: “Nessuno può metterci sotto pressione”.

De Mistura ha affermato che un nuovo round dei negoziati di Ginevra potrebbe tenersi nel gennaio 2018, ma ha altresì sottolineato che tale possibilità dipenderà dall’esito della riunione delle Nazioni Unite, che si terrà la prossima settimana a New York.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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