Corpo antiterrorismo G5-Sahel: Francia e Mali chiedono un maggiore appoggio

Pubblicato il 14 dicembre 2017 alle 13:01 in Africa Francia

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Entro la metà del 2018, il nuovo corpo antiterrorismo G5 Sahel, composto dalle truppe del Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, dovrà portare a termine le prime vittorie contro i militanti islamisti in Africa per ottenere un maggiore appoggio da parte dell’Onu.

È quanto hanno affermato il presidente francese, Emmanuel Macron, e il presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, in occasione del summit tra i leader dei Paesi del G5 Sahel e altri capi di Stato, tra cui quelli di Italia, Francia, Germania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, tenutosi il 13 dicembre 2017 presso La-Celle-Saint-Cloud, vicino a Parigi. Il nuovo corpo antiterrorismo, composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari dei 5 Paesi africani, è stato creato lo scorso febbraio per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la sua formazione nel giugno 2017. Il 30 ottobre scorso, gli Stati Uniti hanno promesso di fornire 60 milioni di dollari al G5 Sahel, che si sono aggiunti a 58 milioni di dollari donati dall’Unione Europea.

Lo scopo del summit in Francia era stato quello di spingere altri Paesi a contribuire al finanziamento del nuovo corpo antiterrorismo, così da permettere lo svolgimento di operazioni contro gli estremisti della regione. Nell’occasione, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno promesso di erogare complessivamente 152,75 milioni di dollari, una mossa che Reuters ha definito strategica, in quanto i due Paesi mirerebbero a estendere maggiormente la propria influenza nel Sahel. La Francia, che dal 2013 dispone di 4,000 truppe posizionate nel nord del Mali, si è dichiarata a favore del G5 Sahel, riferendo di voler aumentare gli sforzi per contrastare la diffusione dell’estremismo violento. In particolare, l’obiettivo di Macron sarebbe quello di far trasferire parte dei finanziamenti che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu destina alle 10,000 truppe di peacekeeping della missione MINUSMA, alle forze del G5 Sahel.

L’assenza dell’Algeria al summit ha fatto allertare le autorità francesi. Macron ha riferito di aver invitato il leader algerino a partecipare alla riunione e a contribuire al finanziamento del nuovo corpo antiterrorismo ma, dall’altra parte, Algeri non ha ancora dato alcun segno di interesse a collaborare. È probabile che l’ex colonia francese non si fidi pienamente della presenza delle truppe della Francia vicino ai propri confini.

Annualmente, il G5 Sahel necessita di circa 500 milioni per poter operare efficientemente. Nonostante l’appoggio di Francia, USA, Unione Europea, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, manca ancora il sostegno dell’Onu, che sarebbe decisivo per riuscire a raggiungere la cifra complessiva. A tale proposito, il presidente del Mali ha riferito che è necessario sbrigarsi a effettuare operazioni antiterrorismo efficaci per evitare che i jihadisti, dal Medio Oriente, si instaurino in Africa definitivamente. Anni di missioni di peacekeeping dell’Onu e di bombardamenti con i droni da parte degli USA non sono stati sufficienti ad eliminare la minaccia islamista dal continente africano.

Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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