USA sospendono restrizioni sui visti degli ufficiali del Gambia

Pubblicato il 13 dicembre 2017 alle 18:02 in Gambia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno annunciato la sospensione delle restrizioni dei visti di alcuni ufficiali del Gambia, imposte il primo ottobre 2016.

Le limitazioni vietavano ad alcuni membri del governo del Paese africano, e alle loro famiglie, di entrare negli USA, in quanto si erano rifiutati di accettare circa 2,000 cittadini gambiani deportati dagli Stati Uniti. Dal momento che il 12 dicembre 2017 le autorità di Banjul hanno acconsentito al rientro di tali persone, Washington ha deciso di eliminare le restrizioni sui visti.

Il Gambia è uno dei Paesi più piccoli dell’Africa, e confina interamente con il Senegal. Dopo 22 anni di regime autoritario, guidato dall’ex presidente Yahya Jammeh, nel corso del gennaio 2017, è subentrato al potere al nuovo leader Adama Barrow. Jammeh era salito alla guida del Gambia nel luglio 1994 con un golpe militare, all’età di soli 29 anni. Due anni più tardi, era stato eletto presidente dal proprio partito, l’Alleanza Patriottica per il Riorientamento e la Costruzione, fondato dagli ufficiali dell’esercito nazionale in seguito al colpo di stato del ’94. Nel corso dei 22 anni di presidenza, l’ex leader è stato più volte accusato di violazioni dei diritti umani. Le Nazioni Unite, le quali hanno avuto accesso al Paese solo nel 2014, hanno riportato che la tortura era una pratica utilizzata abitudinariamente dalle autorità.

Sono diversi i Paesi dell’Africa che rischiano restrizioni sui visti da parte degli USA per la questione delle deportazioni dei propri cittadini. Tra questi ci sono la Sierra Leone, la Guinea e l’Eritrea.

Gli Stati Uniti, da anni, deportano i cittadini africani sena documenti che si trovano in territorio statunitense, riconducendoli nel proprio Paese di origine. L’11 dicembre 2017, 92 cittadini somali che avrebbero dovuto essere condotti in Somalia dagli USA in base a un ordine di deportazione, la scorsa settimana, sono stati costretti a rientrare in territorio statunitense per problemi logistici. Tali pratiche hanno sempre suscitato le critiche dei difensori dei diritti umani, i quali sostengono che non sia giusto costringere le persone a rientrare in Paesi che sono instabile e dove rischiano di subire abusi o violazioni dei diritti umani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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