Pentagono: lotta contro i terroristi in Somalia per almeno altri 2 anni

Pubblicato il 12 dicembre 2017 alle 8:35 in Somalia USA e Canada

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Il Pentagono ha presentato un nuovo piano contro i terroristi in Somalia, il quale prevede che le truppe americane rimangano nel Paese africano per almeno altri 2 anni.

Secondo quanto riportato dal New York Times, l’iniziativa sarebbe la prima organizzata in seguito alla firma segreta da parte del presidente Donald Trump, lo scorso ottobre, di nuove regole sui bombardamenti con i droni al di fuori delle zone di guerra convenzionali. Nei mesi scorsi, l’amministrazione Trump si era detta intenzionata ad eliminare le restrizioni ai bombardamenti al di fuori dei campi di battaglia convenzionali, introdotte nel maggio 2013 dal precedente presidente, Barack Obama. Secondo tali limitazioni, le operazioni delle forze di sicurezza speciali e della CIA dovevano colpire esclusivamente quei gruppi di militanti considerati “una minaccia continua e imminente” agli interessi dei cittadini americani. Con le modifiche proposte dalla Casa Bianca, i soldati americani, invece, sarebbero stati in grado di colpire anche membri delle organizzazioni terroristiche che non ricoprono il ruolo di combattenti o di leader e, inoltre, i raid con i droni non sarebbero stati più soggetti a controlli di alto livello.

Nonostante non sia stata resa nota l’adozione ufficiale di tali cambiamenti, nel corso degli ultimi mesi, è stato registrato un aumento significativo nel numero dei bombardamenti aerei americani presso alcuni Paesi interessati dal terrorismo, quali la Somalia, lo Yemen, la Libia e l’Afghanistan.

Da gennaio a novembre 2017, gli USA hanno compiuto 30 bombardamenti aerei in Somalia contro i militanti di al-Shabaab, di cui 14 soltanto nel mese di agosto, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti, in linea con la volontà del presidente americano di voler eliminare definitivamente la minaccia terroristica. Tra il 3 e il 4 novembre 2017, sono stati altresì compiuti i primi raid aerei americani contro lo Stato Islamico nel Paese africano. Il 17 ottobre 2017, il Dipartimento della Difesa americano ha annunciato che gli USA avevanpo bombardato per la prima volta due campi di addestramento dell’ISIS in Yemen, nel governatorato di al Bayda, uccidendo decine di jihadisti. Successivamente, tra il 10 e il 12 novembre scorso, gli Stati Uniti hanno condotto una serie di raid aerei per colpire i terroristi in Yemen, e tra il 17 e il 19 novembre, hanno bombardato alcune postazioni dei jihadisti in Libia. Infine, dallo scorso 21 agosto, con l’annuncio della nuova strategia americana in Afghanistan, le operazioni aree con i droni contro i terroristi attivi nel Paese asiatico sono aumentate. La CNN ha riferito che, nel solo mese di ottobre 2017, gli USA hanno sganciato 653 bombe e missili in Afghanistan, segnando un netto aumento rispetto alle 203 munizioni utilizzate lo stesso mese nel 2016. Si è trattato altresì del record di armi utilizzate contro i terroristi dell’area dal 2012 a oggi. All’epoca, erano presenti sul suolo afghano 100,000 truppe, mentre oggi ce ne sono 14,000.

Il nuovo piano per la lotta contro i terroristi in Somalia presentato dal Pentagono prevede che alla fine dei prossimi 24 mesi venga effettuato un controllo, per stabilire se sarà necessario prolungare le operazioni nel Paese africano. Ciò è in contrasto con una delle linee guida nella lotta contro il terrorismo di Trump, il quale vorrebbe che venissero effettuati report sullo status delle situazioni nei vari Paesi ogni 12 mesi.

Al momento, il Dipartimento della Difesa ha sottoposto il piano al National Security Council per ottenere l’approvazione delle agenzie di sicurezza americane. Il segretario della Difesa, James Mattis, non ha rilasciato alcun commento sulla questione. Uno dei portavoce del National Seciruty Council, Marc Raimondi, ha riferito che gli Stati Uniti non intendono rendere note le politiche di sicurezza ai terroristi che minacciano il Paese, ma riferiranno soltanto le iniziative generali messe in atto dal governo, che rifletteranno i valori della nazione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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