La “polizia della storia” contro le manipolazioni del nazionalismo catalano

Pubblicato il 12 dicembre 2017 alle 21:36 in Spagna

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Il governo regionale dell’Aragona ha creato un team di ricercatori, storici ed esperti per “monitorare e smascherare le menzogne del nazionalismo catalano”. Questa “polizia di storici” come è stata ribattezzata dalla stampa spagnola avrà il compito di vigilare sulle notizie pubblicate su libri di storia, saggi e riviste in materia, e, nel caso, mettere in evidenza le manipolazioni e rettificare pubblicamente.

“Il team sarà composto da professori universitari di chiara fama ed esperti di specchiata onestà intellettuale” – ha affermato l’assessore aragonese all’Istruzione e alla Ricerca Mayte Pérez, del partito socialista.

L’organismo potrà pubblicare relazioni tanto su iniziativa propria quanto su richiesta del governo aragonese.

La revisione della storia da parte del nazionalismo catalano è particolarmente sentita in Aragona. Da anni Saragozza lamenta che Barcellona si è “impossessata a fini politici” della storia della Corona d’Aragona trasformandola in storia catalana.

L’unione dinastica tra il Regno d’Aragona e il contado di Barcellona nel XII secolo diede vita a una monarchia, la Corona d’Aragona appunto, che nel giro di pochi anni conquistò Valencia, Maiorca, la Sardegna, la Sicilia, Murcia, Atene e infine il Regno di Napoli. Unendosi poi alla Corona di Castiglia, l’Aragona diede vita alla Spagna moderna.

I politici e gli storici catalani parlano da sempre di “Corona di Catalogna-Aragona” e “monarchia catalano-aragonese”, neologismi di nessun fondamento storico, sottolineano da Saragozza. A infastidire le autorità aragonesi è anche la definizione di Barcellona come capitale del Regno, (“ogni territorio aveva la propria capitale e la Catalogna non esisteva come regno, ma come contado di Barcellona” – ribattono da Saragozza), e la definizione di “consolati catalani” per descrivere le basi mercantili sparse in tutto il mediterraneo, propriamente “consolati del Re d’Aragona”.

“È il momento di contrastare la peculiare forma di insegnare la storia dell’Aragona che hanno in Catalogna” – ha assicurato l’assessore Pérez, che ha dichiarato che i nomi delle case editrici che pubblicheranno manuali contrassegnati da “gravi falsità” saranno resi pubblici e che dette case editrici saranno escluse da bandi ed appalti pubblici dell’amministrazione regionale aragonese.

“Non siamo disposti a sottomettere la nostra storia al giudizio di un territorio che per secoli è stato una dipendenza della Corona d’Aragona” – aveva tuonato nel 2014 la ex presidente aragonese Luisa Fernanda Rudi in occasione di uno scontro con l’omologo catalano Artur Mas. Ora ci sarà una “polizia della storia” a vegliare sulla questione.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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