IOM e Niger iniziano procedure di rimpatrio dalla Libia

Pubblicato il 12 dicembre 2017 alle 6:01 in Immigrazione Niger

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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), insieme al governo del Niger, ha iniziato le procedure di rimpatrio per i quasi 4,000 migranti che si sono registrati per il rientro volontario, presso l’ambasciata nigerina in Libia.

Le operazioni, iniziate ufficialmente il 6 dicembre 2017, sono dirette dal Ministero degli Affari esteri del Niger e dall’ambasciata del Paese a Tripoli, sotto la guida del presidente nigerino, Mahamadou Issoufou, e del primo ministro, Brigi Rafini. Nel corso della giornata del 6 dicembre scorso, 504 migranti nigerini, tra cui una donna e un bambino, sono rientrati dalla Libia a bordo di un volo charter, presso l’aeroporto internazionale di Niamey. L’IOM sta fornendo supporto tecnico e logistico per la registrazione delle persone, ricorrendo al Migrant Resource and Response Mechanism (MRRM), finanziato dall’Unione Europea. Tale meccanismo è volto ad assistere le autorità nigerine nel mettere in atto una risposta efficiente per fermare i flussi migratori verso l’Europa. Diverse unità operative di protezione, assistenza medica, informazione, gestione, reintegrazione e comunicazione dell’IOM sono posizionate all’aeroporto di Niamey per accogliere i migranti e trasportarli presso i loro villaggi di origine.

Il governo nigerino e l’IOM stanno altresì valutando la possibilità di assistere i rimpatriati nella reintegrazione economica e sociale nel corso delle settimane future. È previsto che nei prossimi giorni vengano organizzati altri 7 voli charter, i quali trasporteranno circa 500 migranti ciascuno. Il ministro dell’Interno del Niger, Mophamed Bazoum, ha ringraziato l’IOM per assistere le autorità nigerine nelle operazioni di rimpatrio. Dall’altra parte, il manager dell’IOM per il programma Migrant Resource and Response Mechanism, Alberto Preato, ha dichiarato che il successo delle operazioni permetterà di rafforzare la partnership tra l’organizzazione e il Niger. “In seguito al summit di Abidjan, il governo di Niamey si è dimostrato favorevole a impegnarsi nel velocizzare i meccanismi di rimpatrio dei propri cittadini dalla Libia”, ha spiegato Preato.

Il 29 e il 30 novembre 2017, i leader dell’Unione Europea e Africana si sono riuniti ad Abidjan, in Costa d’Avorio, per affrontare la questione della crisi migratoria del Mediterraneo, ponendo particolare attenzione sulle condizioni dei migranti africani che sono costretti in “prigioni” in Libia, dove subiscono continui abusi e torture. Lo scorso 14 novembre, la CNN aveva pubblicato un video in cui mostrava migranti che venivano venduti all’asta come schiavi, poco lontano da Tripoli, a 400 dollari. Alla luce di ciò, l’Unione Africana e gli ufficiali dell’Onu hanno annunciato la creazione di una task force per gestire la situazione dei migranti nel Paese nordafricano, che collaborerà a stretto contatto con le autorità di Tripoli per raggiungere tre obiettivi. Il primo è quello di proteggere e salvare le vite dei migranti e dei rifugiati lungo le rotte migratorie, il secondo è l’acceleramento dei rimpatri volontari e, il terzo, è il ricollocamento di coloro che necessitano di protezione internazionale. Tali iniziative, ad avviso della comunità internazionale, contribuiranno anche a smantellare i traffici illegali. Tra le fine di novembre e l’inizio di dicembre 2017, alcuni Paesi che si sono mossi per velocizzare le procedure di rimpatrio. La Nigeria, il 29 novembre scorso, ha annunciato di aver iniziato a riportare i propri cittadini presenti in Libia a casa. È importante sapere che cittadini nigeriani costituiscono la principale nazionalità di migranti giunti in Italia dalla Libia dal primo gennaio al 30 novembre 2017, pari a 18.049, seguiti dai cittadini della Guinea, Costa d’Avorio, Bangladesh e Mali. Il 6 dicembre scorso, il Marocco ha altresì annunciato che avrebbe messo a disposizione alcuni aerei per effettuare il rimpatrio nei Paesi africani di 3,800 migranti. E ancora, l’8 dicembre 2017, il governo dell’Etiopia ha annunciato di aver avviato le procedure di rimpatrio per i migranti etiopi che si trovano nei centri di detenzione libici.

Le autorità nigerine, sostenute dall’Onu, avevano effettuato la prima operazione di evacuazione dalla Libia l’11 novembre 2017, trasferendo in territorio nigerino un gruppo di migranti formato da 15 donne, 6 uomini e 4 bambini di origini eritree, etiopi e sudanesi. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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