Siria: Putin ordina il ritiro parziale delle truppe russe

Pubblicato il 11 dicembre 2017 alle 17:42 in Russia Siria

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato il ritiro parziale delle truppe russe dalla Siria, durante una visita a sorpresa nella base aerea russa di Hmeimim, situata nel territorio siriano.

Lunedì 11 dicembre 2017, Putin ha visitato la base aerea russa di Hmeimim, situata in Siria, dove è stato accolto dal presidente siriano, Bashar Al-Assad. In tale occasione, il capo di stato russo ha affermato che le sue truppe hanno aiutato l’esercito siriano a sconfiggere “il gruppo terroristico internazionale più pronto alla battaglia”, riferendosi probabilmente allo Stato Islamico.

In tale occasione, Putin ha altresì dichiarato: “Ordino al ministro della Difesa e al capo di stato maggiore di iniziare a richiamare le truppe russe verso le proprie basi permanenti” e ha aggiunto: “Ho preso una decisione: una parte significativa delle truppe russe stanziate in Siria tornerà a casa, in Russia”. Riferendosi poi ai militari, il presidente ha affermato: “La nostra patria vi ringrazia, amici miei. Buon viaggio. Vi ringrazio per il vostro servizio”. Infine, Putin ha minacciato i terroristi, affermando che, se questi tornassero di nuovo in Siria, le forze russe li colpiranno “in un modo che non hanno mai visto”.

Da parte sua, il presidente Al-Assad ha ringraziato il proprio omologo russo per la partecipazione attiva della Russia nella lotta al terrorismo, sottolineando che il popolo siriano non dimenticherà i risultati ottenuti dal personale militare russo, dal momento che “il sangue dei loro martiri si è unito al sangue dei martiri dell’esercito siriano contro i terroristi”

La Russia è intervenuta militarmente nel conflitto siriano il 30 settembre 2015, in seguito alla richiesta ufficiale di aiuto avanzata dal regime di Bashar Al-Assad, con il duplice obiettivo di sostenere il presidente siriano nella battaglia per riprendere il controllo del proprio territorio e di ridurre il tentativo di penetrazione degli Stati Uniti in Siria. In precedenza, Mosca aveva già sostenuto il governo siriano attraverso l’invio di rifornimenti.

L’intervento russo a fianco di Al-Assad può essere diviso in due momenti. In un primo momento, Mosca si è impegnata in Siria attraverso raid aerei condotti dai propri aerei militari di stanza nella base di Khmeimim, una base militare siriana situata a Latakia nel nord-ovest del Paese, contro i ribelli e i gruppi jihadisti che si opponevano al governo di Al-Assad. In un secondo momento, Mosca ha aiutato il regime siriano a riprendere il controllo dei territori che gli erano stati sottratti da parte della cosiddetta “opposizione moderata”. La Russia ha sostenuto l’esercito del regime anche nella lotta contro lo Stato Islamico.

Qualche giorno prima della visita alla base aerea russa di Hmeimim, mercoledì 6 dicembre 2017, Putin aveva dichiarato la fine delle operazioni russe contro lo Stato Islamico in Siria. L’annuncio era stato fatto dopo la liberazione del territorio situato vicino alle rive del fiume Eufrate, che rappresentava l’ultima area ancora sotto il controllo dell’organizzazione.

In merito al futuro delle basi russe in Siria, sabato 9 dicembre 2017, il presidente della commissione parlamentare per la difesa, Vladimir Shamanov, aveva dichiarato che le basi di Hmeimim e Tartus avrebbero continuato a essere operative anche dopo la fine delle operazioni militari nel Paese, in previsione della permanenza a lungo termine della Russia nella regione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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