Rep. Dem. del Congo: 15 peacekeeper uccisi nella regione di North Kivu

Pubblicato il 11 dicembre 2017 alle 11:25 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Almeno 15 peacekeeper della Tanzania sono stati uccisi nella Repubblica Democratica del Congo, venerdì 8 dicembre 2017.

La notizia è stata resa nota dai media americani, i quali hanno riferito che l’agguato, effettuato da alcuni militanti estremisti locali, è stato il più mortale degli ultimi 25 anni subito dalle forze straniere presenti nel Paese africano. La sera del 7 dicembre 2017, una base dell’Onu è stata attaccata nella regione del North Kivu, dove oltre ai 15 peacekeeper tanzanesi sono morti 2 soldati congolesi, mentre 40 persone sono rimaste ferite. Ad avviso delle Nazioni Unite, l’attacco è stato sferrato dal gruppo Allied Democratic Forces (ADF), originario dell’Uganda, accusato di aver ucciso centinaia di persone nel corso dei tre anni passati. Il governo di Kampala ritiene che i membri delle Allies Democratic Forces siano legati ad al-Qaeda e al-Shabaab, entrambi organizzazioni fondamentaliste presenti in Somalia. Tuttavia, nonostante i membri del gruppo ugandese siano musulmani, le Nazioni Unite sono convinte che non siano mossi da un’ideologia estremista religiosa ma che, piuttosto, compiano attacchi per profitto.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha condannato l’attacco, definendolo “un crimine di guerra”, e il “peggior assalto contro i peacekeeper della storia recente”.

La Repubblica Democratica del Congo, Stato africano ricco di risorse, ha guadagnato l’indipendenza dal Belgio nel 1960 senza, tuttavia, effettuare una transizione di potere pacifica. La violenza è aumentata e si è estesa in tutta la nazione dopo che il presidente congolese, Joseph Kabila, nel dicembre 2016, ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato presidenziale.

La provincia di North Kivu è stata teatro di un’ondata di violenze a partire dal 2014, che ha causato la morte di almeno 700 civili. Il governo locale ha incolpato le Allied Democratic Forces, che in passato avevano tentato di rovesciare il governo del presidente ugandese, Yoweri Museveni. La zona di confine con l’Uganda, in particolare, fino al 2014, ospitava numerose roccaforti dei militanti, che sono state poi distrutte dall’esercito congolese.

La missione dell’Onu nella Repubblica Democratica del Congo, Monusco, costituisce la più grande missione dell’Onu al mondo, contando 16,000 soldati. Le truppe delle Nazioni unite sono state posizionate nel Paese africano nel 2000 per porre fine ai disordini causate dagli scontri tra diverse milizie locali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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