Netanyahu in Europa: prima visita di un premier israeliano in 22 anni

Pubblicato il 11 dicembre 2017 alle 12:23 in Europa Israele

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha incontrato i ministri degli Esteri dell’Unione Europea, qualche giorno dopo il riconoscimento ufficiale, da parte del presidente degli Stati uniti, Donald Trump, di Gerusalemme come capitale di Israele. Si tratta della prima visita a Bruxelles di un premier israeliano in 22 anni.

In occasione del suo incontro con i ministri degli esteri dell’Unione Europea, che si è tenuto a Bruxelles lunedì 11 dicembre 2017, il primo ministro israeliano ha esortato l’Unione Europea a seguire la decisione, adottata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 6 dicembre 2017, di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

In tale occasione, Netanyahu ha dichiarato che la decisione di Trump avrebbe reso possibile il raggiungimento della pace in Medio Oriente, dal momento che “riconoscere la realtà è la sostanza della pace, la base della pace”. Da parte loro, i ministri degli esteri dell’Unione Europea hanno espresso la loro preoccupazione in merito alla decisione di Trump, affermando che i territori occupati da Israele durante la guerra dei sei giorni del 1967, incluse la Cisgiordania, Gerusalemme est e le alture del Golan, non fanno parte dei confini di Israele internazionalmente riconosciuti.

In merito alla posizione dell’Unione Europea, il primo ministro ha affermato che l’Europa dovrebbe seguire la decisione di Trump e ha dichiarato: “È giunto il momento che i palestinesi riconoscano lo Stato ebraico e riconoscano anche il fatto che abbia una capitale. Si chiama Gerusalemme”. Il premier israeliano ha aggiunto: “Credo che, anche se non abbiamo ancora un accordo, questo è ciò che accadrà in futuro. Credo che tutti o la maggior parte dei Paesi europei trasferiranno la propria ambasciata a Gerusalemme, riconosceranno Gerusalemme come capitale di Israele e collaboreranno con noi nei campi della sicurezza, della prosperità e della pace”.

Nonostante Israele e l’Unione Europea abbiano posizioni contrastanti in merito allo status di Gerusalemme, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha accolto favorevolmente la visita di Netanyahu a Bruxelles, definendola “un’opportunità storica”, considerando che nessun premier israeliano si era recato in visita all’Unione negli ultimi 22 anni. In occasione dell’incontro, la Mogherini ha dichiarato: “Ovviamente la visita giunge in un momento particolare… Crediamo che sia nell’interesse di Israele, in particolare nell’interesse della sicurezza di Israele, trovare una soluzione realizzabile e completa al conflitto israelo-palestinese”. L’Alto rappresentante dell’Unione ha aggiunto: “Crediamo che l’unica soluzione realistica al conflitto tra Israele e Palestina si basi su due Stati, con Gerusalemme come capitale sia dello Stato di Israele sia dello Stato della Palestina, in base alle “linee del ‘67”. Le linee del 1967 fanno riferimento ai confini israeliani e palestinesi prima della guerra dei sei giorni del 1967, quando Israele aveva esteso il proprio territorio oltre le “linee verdi” stabilite dall’armistizio del 1949, concordato tra Israele e i propri vicini arabi. Infine, la Mogherini ha espresso la propria preoccupazione in merito alle tensioni che sono scoppiate nella regione in seguito all’annuncio di Trump e ha affermato che la peggior cosa che possa capitare è “un’escalation di tensione e di violenza nei luoghi sacri, nella regione e oltre”.  

Da parte sua, il primo ministro israeliano ha affermato che la pace dipende dal “riconoscimento della realtà” e ha dichiarato che si aspetta che la maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea riconoscano Gerusalemme come capitale di Israele, sottolineando che tale decisione “non ostacola la pace, ma la rende possibile”. Netanyahu ha affermato che l’Europa è un partner importante per Israele, in particolare nel campo della sicurezza e della realizzazione della pace.

Il giorno precedente alla riunione con i ministri degli Esteri dell’Unione Europea, domenica 10 dicembre 2017, Netanyahu aveva incontrato a Parigi il presidente francese, Emmanuel Macron. Durante il meeting, Macron aveva ribadito la propria contrarietà nei confronti della decisione di Trump, ma aveva sottolineato che non avrebbe lavorato alla realizzazione di un piano di pace alternativo a quello di cui si stavano occupando gli Stati Uniti. In merito alla questione, il presidente ha dichiarato: “La situazione è già abbastanza complicata senza che venga aggravata dalle influenze esterne. Quando viene annunciata un’iniziativa, non bisogna moltiplicare le iniziative perché troppe iniziative possono essere controproducenti”. Macron ha altresì suggerito a Netanyahu che un modo per “dare alla pace una possibilità” sarebbe quello di congelare gli insediamenti e riconoscere l’Autorità Palestinese. Da parte sua, Netanyahu ha affermato che “la cosa più importante riguardo alla pace è riconoscere che l’altra parte ha il diritto di esistere”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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