Cuba: i diplomatici USA sordi per stress

Pubblicato il 11 dicembre 2017 alle 6:01 in Cuba USA e Canada

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Esperti cubani, supportati da scienziati statunitensi, hanno dimostrato che non vi sarebbe stato alcun attacco acustico contro l’ambasciata statunitense a L’Avana. I problemi di sordità manifestati da venticinque persone, tra diplomatici, familiari e impiagati statunitensi e canadesi di stanza sull’isola, sarebbero dunque “psicosomatici”.

La versione USA sugli attacchi acustici è “fantascienza” – secondo gli esperti dell’isola, che hanno condotto esperimenti a diversi livelli sia in ambiente protetto che nella zona dell’ambasciata statunitense.

A favore della tesi degli scienziati caraibici, pubblicata sulla prestigiosa rivista Science, vi sarebbero anche i riscontri delle forze di sicurezza cubane.

I ministeri della Scienza, dell’Interno e della Salute cubano hanno creato un team di scienziati ed esperti per indagare sulla vicenda, fin dalla denuncia da parte statunitense lo scorso agosto per i fatti risalenti a metà febbraio 2017.

La segretezza con cui Washington gestisce la propria indagine ha provocato numerose illazioni e sospetti in ambiente scientifico.

Il governo degli Stati Uniti ha, inoltre, affermato pubblicamente che i diplomatici avevano manifestato vari sintomi quali nausea, vomito, dolori facciali e addominali, problemi auditivi, cognitivi e anche danni cerebrali. Sintomi che si sarebbero presentati i circostanze e contesti molto diversi, il che aveva lasciato supporre l’uso di numerosi dispositivi.

Per portare a termine un attacco acustico di tale portata, infine, sarebbero necessarie attrezzature e tecnologie di cui l’isola non dispone, tanto che in un primo momento anche Washington propendeva per l’idea che l’attacco fosse stato condotto da un paese terzo.

Diversi scienziati statunitensi avevano espresso perplessità sulla ricostruzione dei fatti e alcuni sposano apertamente la tesi cubana, che parla di stress accumulato e di manifestazioni psicosomatiche su persone costrette dalla situazione a vivere come “in stato d’assedio circondate da un ambiente ostile”.

Secondo Stanley Fahn, neurologo alla Columbia University, la versione degli scienziati cubani sarebbe sostanzialmente corretta e assicura che i sintomi descritti dai diplomatici lasciano pensare che potrebbe trattarsi di manifestazioni psicogene piuttosto che di attacchi acustici selettivi.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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