USA, Corea del Sud e Giappone uniti in esercitazioni congiunte

Pubblicato il 10 dicembre 2017 alle 10:32 in Corea del Nord USA e Canada

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Gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea del Sud avvieranno due giorni di esercitazioni missilistiche congiunte a partire da lunedì, secondo la Forza di Autodifesa Marittima giapponese, nel clima di tensione causato nella regione dal programma missilistico e nucleare della Corea del Nord.

Le esercitazioni previste a partire da lunedì 11 dicembre rappresenteranno la sesta tranche di test condotti dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud, con l’aggiunta del Giappone. Stando a quanto ha riferito la Forza di Autodifesa Marittima giapponese, le tre nazioni si scambieranno dettagli e informazioni concernenti il tracciamento di missili balistici.
Non è stato specificato se verrà utilizzato il controverso sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense, ovvero: difesa d’area terminale ad alta quota), un sistema antimissile creato dall’esercito statunitense e in grado di colpire e neutralizzare missili balistici a medio e corto raggio. Tale impianto è stato messo a punto dagli Stati Uniti in Corea del Sud, suscitando la reazione contraria della Cina, che teme che i potenti radar THAAD potrebbero minacciare la sicurezza interna del Paese asiatico.
Da parte loro, gli Stati Uniti in seguito all’ultimo test di Pyongyang non solo hanno portato avanti numerose dimostrazioni di forza a scopo deterrente contro la Corea del Nord, bensì hanno messo in guardia la nazione rivale affermando che la sua leadership uscirebbe “completamente distrutta” dallo scoppio di un eventuale conflitto. Inoltre il governo americano ha fatto leva sulla Cina e su altre nazioni affinché interrompessero le relazioni diplomatiche e commerciali con la Corea del Nord, andando a contribuire agli sforzi internazionali volti a prosciugare i fondi illegali nordcoreani che potrebbero altrimenti sovvenzionare i programmi bellici del Paese.

Il 4 dicembre 2017 gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno dato il via a delle massicce esercitazioni militari congiunte che si sono protratte nei giorni successivi e che hanno dispiegato più di 230 aerei da guerra con l’obiettivo di simulare un lancio contro i siti nucleari e missilistici della Corea del Nord. Pyongyang, che il 29 novembre 2017 ha testato quello che finora è il suo più potente missile balistico intercontinentale a testata nucleare, che sarebbe in grado di colpire gli Stati Uniti, all’indomani dei test portati avanti dalla coalizione Washington-Seoul ha reso noto che lo scoppio di un conflitto è ormai da ritenere “un dato di fatto”.

Domenica 10 dicembre, inoltre, la Corea del Sud ha reso noto che intende imporre nuove sanzioni unilaterali a venti istituzioni e a una decina di individui in Corea del Nord, impedendo che avvengano transazioni economiche e finanziarie tra gli enti e le persone sanzionati e i sudcoreani.

In una dichiarazione, il ministro delle Finanze della Corea del Sud Kim Dong-yeon ha spiegato che queste sanzioni unilaterali sono mirate a sventare il transito di fondi illegali provenienti dalla Corea del Nord, e contribuiranno a rinforzare le sanzioni imposte dalla comunità internazionale che già gravano sul Paese.
La mossa è in buona parte simbolica, in quanto gli scambi commerciali e finanziari tra le due Coree sono già stati vietati da maggio 2010, in seguito al presunto sabotaggio di una nave da guerra sudcoreana a opera di Pyongyang, che però si è dichiarata non responsabile dell’accaduto.

La Corea del Nord ha più volte minacciato di distruggere la Corea del Sud, il Giappone e gli Stati Uniti, e sostiene che la messa a punto del suo programma missilistico e nucleare è volta esclusivamente alla preventiva difesa contro una eventuale offensiva americana.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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