Russia-USA: tensioni su patto di disarmo dell’87

Pubblicato il 10 dicembre 2017 alle 12:05 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di violare il trattato di disarmo stipulato tra le due potenze durante la Guerra Fredda, che vietava missili da crociera a raggio intermedio. Mosca respinge l’accusa e sostiene di impegnarsi a fondo per rispettare il patto.

L’amministrazione statunitense, nella giornata di venerdì 8 dicembre, ha reso noto di essere impegnata nella revisione delle opzioni militari americane, tra cui l’introduzione di nuovi sistemi missilistici da crociera a raggio intermedio. Ciò avviene in seguito all’accusa recentemente mossa da Washington nei confronti di Mosca, che stando al governo USA starebbe apertamente violando il Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), ovvero lo storico patto per il disarmo nucleare firmato l’8 dicembre 1987 dal segretario generale sovietico Mikhail Gorbaciov e dall’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan. Tale trattato segnò un punto di svolta nel processo negoziale tra le due superpotenze durante la Guerra Fredda.

Il monito statunitense di venerdì 8 dicembre alla Russia rappresenta la prima reazione dell’amministrazione del presidente Donald Trump in merito alle accuse mosse dagli Stati Uniti a Mosca nel 2014, anno in cui Washington sostenne che la Russia avesse dispiegato tra i suoi armamenti bellici anche un missile da crociera lanciato da terra. Se ciò fosse vero rappresenterebbe una aperta violazione del Trattato INF, che vieta l’impiego – anche nelle esercitazioni – di missili con gittata compresa tra i 500 e i 5500 km.

Il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, sabato 9 dicembre ha affermato che tali accuse sono del tutto infondate, argomentando che non sono in alcun modo supportate né da informazioni tecniche o dati di volo, né da analisi telemetriche inerenti al presunto lancio russo che avrebbe rotto il patto tra i due Paesi. Ryabkov ha affermato che la mancanza di tali informazioni è facilmente spiegabile, siccome tale lancio “semplicemente non esiste”. Il viceministro russo ha poi ribadito, facendo eco a precedenti dichiarazioni del governo, che Mosca è ancora impegnata a fondo a rispettare il trattato, si è sempre attenuta alle norme imposte dallo stesso, e ha intenzione di continuare a rispettare il patto anche nel futuro. “Tuttavia, se l’altra parte smette di attenervisi, saremo costretti, come ha già detto il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, a rispondere di conseguenza”, ha concluso Ryabkov.

L’accusa mossa dagli Stati Uniti ha contribuito ad accrescere le tensioni tra Mosca e Washington, e il Dipartimento di Stato americano ha reso noto che sta considerando la possibilità di imporre sanzioni economiche al Paese che non avrebbe rispettato gli accordi.
Washington ha già sanzionato enti e individui russi, tra cui membri della cerchia di Putin, come conseguenza dell’occupazione russa della Crimea ucraina nel 2014 e delle presunte ingerenze di Mosca nelle elezioni presidenziali americane del 2016. Il Cremlino ha ripetutamente smentito di aver in alcun modo interferito nella campagna elettorale.
In risposta alla possibilità di nuove sanzioni, il viceministro Ryabkov ha commentato che gli eventuali tentativi di spaventare la Russia con le sanzioni sono risibili, e che è arrivato il momento che i politici e i diplomatici americani capiscano che la pressione economica e militare degli Stati Uniti sul suo Paese non sortirà alcun effetto.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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