Cina e Giappone rafforzeranno la cooperazione marittima

Pubblicato il 9 dicembre 2017 alle 6:01 in Cina Giappone

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La Cina e il Giappone hanno dichiarato di voler rafforzare la cooperazione marittima.

La notizia è stata annunciata dal governo cinese, mercoledì 5 dicembre 2017, il quale ha riferito che la maggiore collaborazione prevederà operazioni di salvataggio congiunte, la protezione dell’ambiante e la lotta al crimine transnazionale. Pechino e Tokyo hanno altresì dichiarato di impegnarsi nel migliorare le comunicazioni e la fiducia reciproca tra le rispettive autorità militari, al fine di costruire un sistema marittimo di condivisione delle informazioni efficiente.

Tali decisioni sono state prese a margine dell’ottavo round delle consultazioni di alto livello per gli affari marittimi tra le autorità cinesi e giapponesi, tenutosi a Shangai il 4 e il 5 dicembre scorso. Ai meeting hanno partecipato diversi ufficiali cinese, tra cui lo staff del Ministero degli esteri, del Ministero della Difesa, del Ministero della Protezione Ambientale, e gli omologhi giapponesi. Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza delle comunicazioni bilaterali nelle politiche e nel diritto marittimo, soprattutto per combattere efficacemente i traffici transnazionali e le reti criminali.

Durante gli incontri, Pechino e Tokyo si sono scambiate le rispettive visioni anche in merito alla questione del Mar Cinese Orientale, dove da anni sussistono dispute territoriali per le isole Senkaku/Diaoyu, dichiarate territorio giapponese dal 1895. Intorno al 1970, la Cina iniziò a reclamare la propria sovranità sui territori, appellandosi a un diritto storico di controllo sull’area. Nel settembre 2012, le tensioni toccarono l’apice, poiché Tokyo decise di nazionalizzare le isole. La Cina ambisce a estendere la propria sovranità sulle Senkaku/Diaoyu per tre motivi. In primo luogo, il suolo delle isole possiede riserve naturali di gas e petrolio. In secondo luogo, essendo posizionate a nord-est di Taiwan, le isole hanno una posizione strategica, costituendo un importante snodo per le rotte commerciali. Infine, le aree circostanti sono molto pescose. Ancora oggi, Tokyo e Pechino dichiarano di avere il diritto economico esclusivo (EEZ) sui territori per 200 miglia nautiche dalle loro coste che, tuttavia, è una distanza che oltrepassa il limite delle acque di separazione tra la Cina e il Giappone. I colloqui per cercare di trovare una soluzione furono interrotti nel 2013, quando Pechino stabilì una zona di identificazione area nel cielo sopra alle isole, e furono riattivati soltanto nel 2015.

Ad avviso di un ricercatore del Center for Japanese Studies della Fundan University, Feng Wei, l’obiettivo delle relazioni marittime sino-giapponesi è quello di ridurre le tensioni nel campo della difesa e di accrescere la cooperazione. “Entrambi i Paesi sono impazienti di diventare potenze marittime, e hanno un forte desiderio di espandere il proprio dominio”, ha spiegato Feng Wei, aggiungendo che il dialogo è necessario per ridurre le incomprensioni e le frizioni, soprattutto in relazione alla sicurezza. “Migliori rapporti marittimi tra la Cina e il Giappone aiuteranno a promuovere la collaborazione in diversi campi marittimi per evitare incidenti”, ha continuato il ricercatore.

Intanto, il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, il 6 dicembre 2017, ha affermato di sperare di riuscire ad andare in visita ufficiale in Cina, e di ricevere il presidente cinese, Xi Jinping, a Tokyo, il prima possibile nel 2018. Attraverso tali viaggi, il premier giapponese mira a portare le relazioni tra i due Paesi ad un nuovo stadio, con l’obiettivo di rendere le regioni tra l’Oceano Pacifico e Indiano libere e basate su regole giuste. Dall’altra parte, l’ambasciatore cinese in Giappone, Cheng Yonghua, ha riferito che i due Paesi riusciranno a rafforzare i legami se accresceranno l fiducia reciproca e se sfrutteranno le differenze di vedute in modo costruttivo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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