Etiopia: via a procedure di rimpatrio per i migranti dei centri libici

Pubblicato il 8 dicembre 2017 alle 13:22 in Etiopia Immigrazione

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Il governo dell’Etiopia ha annunciato di aver avviato le procedure di rimpatrio per i migranti etiopi che si trovano nei centri di detenzione libici, venerdì 8 dicembre 2017.

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Males Alem, ha spiegato che, grazie all’assistenza dell’ambasciata etiope al Cairo, in Egitto, le autorità di Addis Abeba stanno individuando velocemente tutti i cittadini che sono in condizioni di necessità in Libia, al fine di farli rientrare in patria.

In seguito alla pubblicazione del video della CNN, lo scorso 14 novembre, in cui vengono mostrati rifugiati africani in Libia venduti come schiavi all’asta per poche centinaia di dollari, le procedure di rimpatrio sono state inserite in cima all’agenda della comunità internazionale e dei singoli Stati africani. La notizia dei migranti schiavi, seppur già nota dall’11 aprile 2017, poiché denunciata dal capo della missione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazione (IOM) in Libia, Othman Belbeisi, il quale aveva riferito che, in Libia, i trafficanti stavano vendendo gli stranieri per 400 o 500 dollari alle aste, ha provocato l’indignazione della comunità internazionale solo in seguito alla pubblicazione del video dell’emittente americana.

Da allora, alcuni Paesi che si sono mossi per velocizzare le procedure di rimpatrio. Tra questi, la Nigeria, il 29 novembre 2017, ha annunciato che stava iniziando a riportare i propri cittadini presenti in Libia a casa. E’ importante sapere che cittadini nigeriani costituiscono la principale nazionalità di migranti giunti in Italia dalla Libia dal primo gennaio al 30 novembre 2017, pari a 18.049, seguiti dai cittadini della Guinea, Costa d’Avorio, Bangladesj e Mali. Il 6 dicembre scorso, il Marocco ha altresì annunciato che avrebbe messo a disposizione alcuni aerei per effettuare il rimpatrio nei Paesi africani di 3,800 migranti.

Secondo le stime dell’IOM, tra i 400,000 e i 700,000 streanieri vivono in condizioni disumane in Libia, dove sono costretti a torture e abusi all’interno dei centri di detenzione.

Nonostante l’Etiopia sia uno dei principali attori del Corno d’Africa, sia in termini economici, sia in termini di sicurezza, è stata individuata come Paese chiave dal quale partono ingenti flussi di migranti alla volta dell’Europa, che tentano di attraversare il Mediterraneo. Per cercare di meglio gestire tali flussi, il governo di Addis Abeba ha firmato un accordo con Roma, il 12 gennaio 2017, per stabilire un corridoio umanitario tra i due Paesi. Grazie all’iniziativa, la mattina del 30 novembre 2017 sono arrivati a Fiumicino i primi 500 profughi partiti dall’Etiopia, i quali sono stati ospitati dalla Caritas, dalla Comunità di Sant’Egidio a Roma, dalle famiglie che si trovavano già in Italia e in appartamenti privati. L’obiettivo del progetto è quello di favorire l’arrivo in Italia in modo legale e in condizioni di sicurezza degli individui bisognosi di protezione internazionale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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