Trump: Gerusalemme è la capitale di Israele

Pubblicato il 7 dicembre 2017 alle 8:10 in Israele Palestina USA e Canada

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“Oggi riconosciamo ciò che è ovvio: Gerusalemme è la capitale di Israele. Non è altro che il riconoscimento della realtà ed è anche la cosa giusta da fare. È qualcosa che andava fatto”, con queste parole il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ufficialmente riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele.

Mercoledì 6 dicembre 2017, in un discorso pronunciato alla Casa Bianca, Trump ha riconosciuto ufficialmente Gerusalemme come capitale di Israele e ha avviato le procedure mirate a trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv, dove si trova dal 1966, a Gerusalemme, rovesciando circa settant’anni di politica americana.

In tale senso, il presidente americano ha dichiarato che la politica precedente non ha portato “più vicino a un accordo di pace duraturo tra Israele e Palestina” e ha aggiunto: “Sarebbe stato folle supporre che ripetere la stessa formula oggi avrebbe prodotto un risultato diverso o migliore”. Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele costituirebbe, dunque, “un passo avvenuto molto in ritardo per far progredire il processo di pace”.

Trump ha ribadito, durante il suo discorso, di volersi impegnare a trovare un accordo “che sia un grande patto sia per i palestinesi sia per gli israeliani” e ha specificato che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti non deve essere interpretato come se Washington prendesse una posizione su come e quando la città possa essere definitivamente condivisa. Al contrario, Trump ha posto l’attenzione sulla dimensione di politica interna della decisione, sottolineando che, già durante la propria campagna elettorale del 2016, egli aveva promesso il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. In questo contesto, il presidente ha dichiarato: “A differenza dei presidenti precedenti, che ne hanno fatto una grande promessa in campagna elettorale, ma non l’hanno mantenuta, oggi io la sto mantenendo”.

Trump fa riferimento al fatto che nel 1995, il Congresso aveva approvato il Jerusalem Embassy Act, secondo il quale gli Stati Uniti avrebbero dovuto trasferire la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme entro il 31 dicembre 1999, oltre a riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. La legge prevedeva altresì che il presidente americano potesse rimandare l’attuazione della norma, in caso di pericolo per la sicurezza nazionale. Dall’anno di approvazione di tale legge, ogni sei mesi i presidenti americani sono chiamati a firmare un documento sulla sicurezza nazionale per mantenere la rappresentanza diplomatica nella città. Tale procedura è stata rispettata fino a lunedì 4 dicembre 2017, quando il presidente Trump ha deciso di non firmare il documento, avviando in tal modo le procedure per il trasferimento dell’ambasciata degli Stati Uniti in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme.

Il presidente ha poi continuato il proprio discorso, riconoscendo che “ci saranno sicuramente disaccordi e dissensi in merito a tale annuncio”. In tal senso, Trump ha invitato “alla calma, alla moderazione e alla tolleranza, affinché prevalgano sull’odio”.

Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele costituisce una questione estremamente delicata, dal momento che la città rappresenta un sito religioso fondamentale sia per i musulmani sia per gli ebrei, di conseguenza, sia i palestinesi sia Israele ambiscono a proclamare la città capitale del proprio Stato. Lo status di Gerusalemme costituisce una delle questioni più spinose nel processo di pace israeliano-palestinese. In merito alla questione, la comunità internazionale ritiene che lo status di Gerusalemme debba essere deciso soltanto nei colloqui di pace tra Israele e Palestina.

Al momento, Gerusalemme dovrebbe costituire un territorio internazionalizzato, secondo il piano di spartizione dell’ONU del 1947. A seguito della guerra arabo-israeliana del 1948, Gerusalemme era stata suddivisa nella zona occidentale, abitata principalmente dalla popolazione ebraica, controllata da Israele, e in quella orientale, abitata principalmente dalla popolazione araba, sotto il controllo della Giordania. In seguito alla guerra dei Sei Giorni del 1967, Gerusalemme est è stata occupata da Israele. Nel 1980, il Paese ha esteso la propria sovranità sulla città vecchia, attraverso l’approvazione della cosiddetta “legge fondamentale” che proclamava unilateralmente Gerusalemme come capitale di Israele. Tale passaggio non è mai stato riconosciuto dalla comunità internazionale.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha accolto l’annuncio di Trump, descrivendolo come “una decisione storica” e ha dichiarato: “Gerusalemme è stata il centro delle nostre speranze, dei nostri sogni, delle nostre preghiere per millenni. Gerusalemme è stata la capitale del popolo ebraico per 3000 anni … Di conseguenza, è raro poter parlare di nuove pietre miliari nella gloriosa storia di questa città, tuttavia, la dichiarazione del presidente Trump è una di queste occasioni”. Il premier israeliano ha aggiunto: “La decisione del presidente è un importante passo avanti verso la pace, dal momento che non c’è pace che non includa Gerusalemme come capitale di Israele. Condivido l’impegno del presidente Trump a far progredire la pace tra Israele e tutti i nostri vicini, inclusi i palestinesi. Continueremo a lavorare con il presidente e la sua squadra per realizzare il sogno di pace”.

Infine, Netanyahu ha dichiarato: “Invito tutti i Paesi che cercano la pace a unirsi agli Stati Uniti nel riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e a trasferirvi le proprie ambasciate. Voglio che sia chiaro: Non ci sarà alcun cambiamento nello status quo dei luoghi sacri. Israele assicurerà sempre la libertà di culto per gli ebrei, i cristiani e i musulmani. Grazie presidente Trump per la decisione storica di oggi di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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