Somalia: bombardamento contro al-Shabaab vicino a Mogadiscio

Pubblicato il 7 dicembre 2017 alle 16:53 in Africa Somalia

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Il villaggio di Ilimey, nel sud della Somalia, a 130 km dalla capitale Mogadiscio, è stato teatro di un bombardamento aereo volto a colpire i militanti del gruppo terroristico somalo, al-Shabaab, mercoledì 6 dicembre 2017.

Il quotidiano Africa News riferisce che non è chiaro chi abbia effettuato il raid, ma è probabile che sia stata opera degli Stati Uniti, i quali assistono il governo di Mogadiscio nella lotta contro i militanti di al-Qaeda e al-Shaabab dal 2007. L’ultima operazione resa nota da Washington, in cui sono morti più di 100 jihadisti somali, è avvenuta lo scorso 21 novembre. Tra il 3 e il 4 novembre 2017, gli USA hanno compiuto i primi raid aerei contro lo Stato Islamico in Somalia poiché, ad avviso delle Nazioni Unite, nel corso dei 12 mesi passati, una fazione somala fedele all’ISIS è cresciuta, passando da poche decine di membri a più di 200 militanti, i quali minacciano di peggiorare la situazione già precaria della regione.

L’area in cui è avvenuto il bombardamento del 6 dicembre scorso è particolarmente infestata dai militanti di al-Shaabab. Secondo quanto riportato dal vice governatore della regione di Shabelle, Ali Nur, l’obiettivo delle bombe era un veicolo sul quale stavano viaggiando alcuni terroristi, che trasportava equipaggiamento militare e materiali per fabbricare esplosivi. Il capo di al-Shaabab della stessa regione, Mohamed Abu Usama, tuttavia, ha reso noto che i militanti non sono stati attaccati e che, invece, sono morti alcuni civili. “Il bombardamento ha colpito un negozio di the, uccidendo 7 civili e ferendone altri 3”, ha spiegato Usama. Le autorità somale, al momento, non hanno rilasciato alcun commento.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista somala fondata nel 2006 che, nel corso del tempo, si è affiliata ad al-Qaeda. Nel 2016, il governo americano ha inserito la Somalia al primo posto tra i Paesi considerati “safe heavens” (rifugio sicuro) del terrorismo in Africa. Con tale termine, vengono indicati quegli Stati in cui le organizzazioni terroristiche sono in grado di operare liberamente per via di una governance locale inadeguata e incapace di contrastare le attività terroristiche. Ad avviso delle autorità americane, la capacità di al-Shabaab di operare indisturbatamente nel Paese è stata dovuta, in larga parte, alla fallibilità delle operazioni antiterrorismo portate avanti dal governo somalo, guidato dal primo ministro Hassan Ali Khayre, che gode del riconoscimento della comunità internazionale. L’attacco terroristico più mortale subito dalla Somalia è avvenuto il 14 ottobre 2017 a Mogadiscio, dove due autobombe sono esplose presso la K5 Junction, una zona controllata da numerosi ufficiali governativi, piena di alberghi e ristoranti. L’attentato ha distrutto diversi edifici e incendiato numerosi veicoli nelle vicinanze e, in seguito all’esplosione, si è verificata una sparatoria presso il Safari Hotel. Secondo le prime stime, erano morte 300 persone, mentre altre 300 erano state ferite. Il 4 dicembre 2017, il comitato di emergenza somalo che indaga sull’attacco ha reso noto che, in realtà, il bilancio complessivo delle vittime è pari a 512 morti e 295 feriti. L’attentato è stato talmente grave da essere stato definito dalle autorità somale “l’11 settembre della Somalia”.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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