Mediterraneo: salvato rifugiato siriano fuggito dalla Libia

Pubblicato il 7 dicembre 2017 alle 10:31 in Immigrazione Libia

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Un rifugiato siriano è stato salvato in mare dopo essere stato 20 ore al largo da solo, a bordo di un gommone.

Il quotidiano The New Arab riferisce che l’uomo era salpato dalla Libia lunedì 4 dicembre 2017, dove aveva lavorato quasi come uno schiavo per tre anni. È stato un volontario di una nave della Ong Proactiva Open Arms a individuare l’imbarcazione con a bordo il siriano, durante un’operazione di controllo in mare. Il capo della missione, Roberto Gatti, ha specificato che la nave si stava dirigendo verso Malta, dove avrebbe dovuto effettuare un cambio di equipaggio. L’uomo è stato individuato essere il 30enne Sami. Subito dopo averlo tratto in salvo, i volontari della Proactiva Open Arms gli hanno dato cibo e lo hanno fatto dormire. Il giorno seguente, è stato poi portato presso l’hotspot di Lampedusa, dove ha effettuato gli screening medici, che lo hanno dichiarato in buone condizioni.

Secondo quanto riferito da Gatti, dopo essere scappato dalla Siria, Sami era giunto in Libia con l’intenzione di raggiungere l’Europa per andare in Svezia, dove lavora la fidanzata palestinese. Tuttavia, è rimasto nel Paese nordafricano per tre anni, lavorando forzatamente come infermiere in tre ospedali. Diversamente dalla maggior parte dei migranti che giungono in Libia, Sami ha vissuto praticamente tutto il tempo negli ospedali. “L’uomo ha raccontato di non aver lasciato mai le strutture, in quanto i trafficanti di esseri umani davano la caccia ai siriani, poiché sono i migranti che dispongono generalmente di maggiori somme di denaro rispetto a quelli africani”, ha spiegato Gatti. Tuttavia, sembra che Sami abbia deciso ad abbandonare il Paese per paura di essere minacciato e ucciso dagli scafisti. Dopo aver individuato una porzione di spiaggia isolata e poco controllata dalle milizie libiche, il rifugiato siriano è salito a bordo di un gommone, avventurandosi al largo e rischiando di andare incontro alla morte.

Nonostante Sami non abbia vissuto nei centri di detenzione libici, dove i migranti vengono sottoposti a torture e subiscono abusi continui, la sua storia conferma che in Libia la situazione è estremamente grave e difficile per tutti gli stranieri che vi arrivano con la speranza di partire per l’Europa. Il 14 novembre 2017, la CNN ha pubblicato un video che ha sollevato l’indignazione della comunità internazionale. Nel filmato vengono mostrati alcuni migranti africani venduti all’asta come schiavi per 400 dollari, in una baracca poco lontana da Tripoli.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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