Gerusalemme: il giorno di rabbia dei palestinesi

Pubblicato il 7 dicembre 2017 alle 12:03 in Medio Oriente Palestina

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L’Autorità Palestinese si è rifiutata di accettare la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale, mercoledì 6 dicembre 2017, ha ufficialmente riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e ha avviato le pratiche per trasferirvi la rappresentanza diplomatica di Washington nel Paese.

Poco dopo l’annuncio da parte di Trump, il presidente della Palestina, Mahmoud Abbas, durante un discorso ufficiale trasmesso in televisione, ha dichiarato: “La decisione del presidente Trump non cambierà la storia e l’identità della città, che rimarrà cristiana, musulmana e l’eterna capitale della Palestina”. Il presidente palestinese ha accusato l’amministrazione Trump di aver violato il diritto e le risoluzioni internazionali, oltre alla posizione delle istituzioni internazionali e religiose in tutto il mondo. Prendendo tale decisione, gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dal loro ruolo di mediatori nel processo di pace israelo-palestinese, dal momento che avrebbero ricompensato Israele e l’avrebbero incoraggiata a continuare a violare i diritti del popolo palestinese. Secondo Abbas, la decisione d Trump infiammerebbe l’estremismo e trasformerebbe il conflitto in Medio Oriente in una guerra di religione. Il presidente palestinese ha concluso il proprio discorso affermando che tale situazione incentiverà la lotta per la libertà del popolo palestinese e che la Palestina sta lavorando a stretto contatto con gli altri Paesi arabi per concordare i successivi passi che verranno attuati, in risposta alla decisione di Trump.

Dal canto loro, le fazioni nazionaliste e islamiste palestinesi hanno indetto uno sciopero generale a Gerusalemme est che si svolgerà giovedì 7 dicembre 2017 e hanno esortato il popolo palestinese a insorgere contro la decisione del presidente americano di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha condannato la decisione di Trump, definendola una “dichiarazione di guerra contro i palestinesi” e ha esortato a iniziare una nuova Intifada. Haniyeh ha altresì chiesto all’Autorità Palestinese di assumere una posizione comune per gestire la situazione. 

Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele costituisce una questione estremamente delicata, dal momento che la città rappresenta un sito religioso fondamentale sia per i musulmani sia per gli ebrei, di conseguenza, sia i palestinesi sia Israele ambiscono a proclamare la città capitale del proprio Stato. Lo status di Gerusalemme costituisce una delle questioni più spinose nel processo di pace israeliano-palestinese. In merito alla questione, la comunità internazionale ritiene che lo status di Gerusalemme debba essere deciso soltanto nei colloqui di pace tra Israele e Palestina.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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