Marocco mette aerei a disposizione per rimpatriare 3,800 migranti dalla Libia

Pubblicato il 6 dicembre 2017 alle 6:01 in Immigrazione Marocco

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In seguito all’attivazione delle procedure per il rimpatrio di emergenza dei migranti costretti nei centri di detenzione libici, il Marocco ha reso noto che metterà a disposizione alcuni aerei per riportare 3,800 individui nei propri Paesi di origine.

La notizia è stata riportata dal quotidiano marocchino, Morocco World News, il quale ha spiegato che il numero di velivoli che le offerti dalle autorità di Rabat non è ancora stato determinato.  La decisione è stata presa per aiutare l’Unione Africana e l’Unione Europea nel velocizzare i rimpatri dei migranti che si trovano nelle prigioni libiche. Lo scorso 14 novembre, la CNN ha pubblicato un video rivelando al mondo che i migranti africani che si trovano in Libia vengono venduti alle aste come schiavi per 400 dollari, in baracche poco lontane da Tripoli. Nonostante la questione fosse già stata sollevata da Othman Belbeisi, capo della missione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) in Libia, l’11 aprile 2017, la comunità internazionale si è mossa in seguito alla denuncia dell’emittente americana. Secondo le stime dell’IOM, tra i 400,000 e i 700,000 migranti vivono in condizioni disumane in Libia, dove sono costretti a torture e abusi all’interno dei centri di detenzione.

I 3,800 migranti che usufruiranno degli aerei marocchini, attualmente, si trovano in un campo profughi vicino a Tripoli. Una delegazione dell’ambasciata marocchina a Tunisi ha fatto visita presso un centro di detenzione libico a Zouara, nel nord-est del Paese, lo scorso 28 novembre, per raccogliere le impronte digitali di 238 migranti detenuti, al fine di identificarli.

La decisione del Marocco è stata preceduta dalla Nigeria che, il 29 novembre 2017, ha annunciato che avrebbe fatto il possibile per rimpatriare i propri cittadini presenti in Libia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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