Esercitazioni congiunte USA-Corea del Sud: bombardiere B-1B sorvola penisola nordcoreana

Pubblicato il 6 dicembre 2017 alle 14:11 in Corea del Sud USA e Canada

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Un bombardiere americano B-1B Lancer ha sorvolato la penisola coreana, mercoledì 6 dicembre 2017, nell’ambito dell’esercitazione militare congiunta con le forze della Corea del Sud.

Le dimostrazioni annuali Vigilant Ace, iniziate lo scorso 4 dicembre, comprendono più di 230 aerei da guerra, tra cui i B-1B e i F-35 Lightning, che sono considerati i velivoli più potenti del Pentagono. Il bombardiere americano che ha sorvolato la penisola coreana è partito dall’isola di Guam, nel Pacifico, per unirsi agli altri F-22 e F-35. L’obiettivo di Washington e Seoul è quello di simulare un lancio contro i siti nucleari e missilistici della Corea del Nord.

Le esercitazioni avvengo in un momento di particolare tensione nella regione, che ha raggiunto il culmine lo scorso 29 novembre, quando Pyongyang ha testato un missile Hwasong-15, in grado di colpire qualsiasi città degli Stati Uniti. In seguito a tale lancio, il leader nord-coreano Kim Jong-un ha dichiarato che il suo regime era divenuto una “potenza nucleare”. In reazione alle dimostrazioni militari congiunte tra USA e Corea del Sud, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, KCNA WATCH, il 6 dicembre 2017, ha dichiarato che, “a causa dell’isteria di guerra estremamente spericolata dei guerrafondai imperialisti americani, nella penisola coreana regna una grave situazione in cui sembra che una guerra nucleare possa scoppiare da un momento all’altro”. Inoltre, ad avviso di Pyongyang: “La dura realtà dimostra che gli USA sono la mente dietro alle tensioni nella penisola e rappresentano i molestatori della pace globale. Tali mosse, insieme a quelle del regime fantoccio della Corea del Sud non fanno altro che accelerare la loro miserabile fine”. Dal loro canto, spiega il comunicato nordcoreano, le forze sudcoreane, incoraggiate dai maestri del bluff americani, stanno agendo in modo imprudente, rischiando di trasformare in un teatro di guerra il cielo sopra la linea di demarcazione militare tra Corea del Sud be Corea del Nord. 

Il ministro degli esteri sudcoreano, Kankg Kyung-wha, ha riferito alla CNN che, ad avviso di Seoul, “non ci sono prove concrete che dimostrino che Pyongyang abbia sviluppato le tecnologie per inserire una testata nucleare su un missile balistico intercontinentale”. Il ministro ha ammesso che Pyongyang ha sviluppato il proprio programma missilistico più velocemente del previsto ma, secondo lei, non ha ancora raggiunto lo stadio finale.

Intanto, il 5 dicembre 2017, l’inviato delle Nazioni Unite, Jeffrey Feltman, ex ufficiale del Dipartimento di Stato americano, è atterrato in Corea del Nord per cercare di smorzare le tensioni. Si tratta della prima visita ufficiale di un alto funzionario dell’Onu nel regime nordcoreano dal 2012. Dopo aver fatto tappa a Pechino, Feltman è stato accolto a Pyongyang dallo staff del Ministero degli esteri nordcoreano, dove rimarrà per 4 giorni. Reuters ha reso noto che, nel corso della visita, l’inviato non riferirà alcun messaggio ufficiale del governo americano alla Corea del Nord, ma che cercherà di allentare le tensioni a nome della comunità internazionale.

La prossima settimana, il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, andrà in Cina per incontrare Xi Jinping e affrontare la questione della crisi con la Corea del Nord. Pechino, insieme a Mosca, hanno proposto agli Stati Uniti di sospendere le esercitazioni, al fine di raggiungere una tregua bilaterale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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