Tensioni USA-Corea del Nord: la visione della Cina

Pubblicato il 5 dicembre 2017 alle 6:01 in Asia Cina

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La crescente pressione che gli Stati Uniti stanno esercitando nei confronti della Corea del Nord rischia di andare a discapito della Cina e di causare un conflitto.

E’ quanto afferma un editoriale pubblicato sul quotidiano cinese Global Times, il primo dicembre 2017, in seguito all’ultimo test missilistico di Pyongyang del 29 novembre scorso. Dopo aver lanciato un nuovo razzo ICBM Hwasong-15, in grado di colpire qualsiasi porzione del territorio americano, Washington ha tuonato contro la Corea del Nord, minacciando di adottare ulteriori sanzioni e pregando gli altri Paesi di interrompere qualsiasi tipo di legame con il regime di Kim Jong-un, al fine di isolarlo. L’articolo del Global Times aiuta a comprendere la visione che la Cina ha riguardo alla crisi nordcoreana.

Innanzitutto, ad avviso del quotidiano cinese, la Cina si trova in una situazione difficile. Non è riuscita né a persuadere Pyongyang dall’interrompere il programma nucleare e missilistico, né a far cambiare atteggiamento a Washington.

Il lancio del 29 novembre 2017 ha contribuito ad accrescere l’instabilità del nord-est asiatico, minacciando la sicurezza cinese e fornendo agli Stati Uniti un pretesto per dispiegare le proprie armi strategiche nella regione. Non a caso, lunedì 4 dicembre 2017, ha avuto inizio un’esercitazione militare congiunta tra Washington e Seoul, senza precedenti, alla quale prendono parte gli aerei F-35 Lightning II e i B1-B Lancer, i velivoli più potenti del Pentagono. Come precisa il quotidiano cinese, la Cina è uno dei pochissimi Paesi a mantenere rapporti commerciali con Pyongyang, nonostante abbia giurato di conformarsi alle sanzioni dell’Onu contro il regime nordcoreano. Più volte, Pechino si è opposta a un embargo totale sul commercio con la Corea del Nord, sostenendo che le sanzioni dovrebbero riguardare il programma nucleare e non andare a discapito dei cittadini del regime. In tal senso, la Cina è andata incontro a Kim Jong-un, evitando che il suo regime venisse completamente isolato.

Sull’altro versante, la Cina ha fatto il possibile anche per compiacere gli Stati Uniti, conformandosi alle sanzioni dell’Onu contro Pyongyang, nonostante queste abbiano danneggiato i suoi legami commerciali. Inoltre, spiega l’articolo, la teoria sostenuta da Washington, secondo cui la Cina dovrebbe giocare un ruolo chiave nella risoluzione delle tensioni, risponde ad una logica sbagliata, poiché Pechino non può essere considerato il capro espiatorio. La crisi nasce dall’ostilità tra Washington e Pyongyang, e non dal ruolo della Cina nella questione.

Alla luce di ciò, l’editoriale sostiene che gli USA e la Corea del Nord dovrebbero prendersi le proprie responsabilità, dal momento che gli sforzi della Cina non hanno prodotto alcun risultato efficace. Da una parte, la Corea del Nord, avendo violato le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu con i suoi continui test, deve essere pronta a ricevere nuove sanzioni. A tale proposito, la Cina precisa di non avere alcun motivo per continuare a pagare gli errori di Kim Jong-un. Dall’altra parte, tuttavia, qualsiasi cosa abbia fatto Pyongyang, non è giusto isolare completamente un Paese come chiedono gli Stati Uniti. La Cina “non è obbligata a cooperare con gli USA”, così come gli USA non hanno il diritto di indirizzare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

L’unica cosa che Pechino può fare, a questo punto, è rimanere ancorata ai propri principi, cercando di non alimentare le tensioni e, allo stesso tempo, prepararsi al peggio.

Nel finale, l’editoriale spiega che l’epilogo della crisi non dipende dalla Cina, la cui strategia dovrebbe essere quella di spingere l’Onu ad adottare politiche ragionevoli e a respingere le richieste “estreme”, sia da parte di Washington, sia da parte di Pyongyang. In conclusione, sottolinea l’articolo, qualsiasi cosa accadrà, Pechino è pronta a difendere i propri interessi nazionali, dal momento che non deve niente a nessuno.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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