Il Qatar parteciperà alla riunione del CCG

Pubblicato il 5 dicembre 2017 alle 5:56 in Medio Oriente Qatar

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L’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani, parteciperà all’incontro annuale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, che si terrà il 5 e il 6 dicembre 2017 in Kuwait. Si tratta della prima riunione del CCG dall’inizio della crisi del Golfo.

Domenica 3 dicembre 2017, Al-Thani ha dichiarato: “L’incontro ministeriale sarà presenziato domani, per il summit, se Dio vorrà”, accettando in questo modo l’invito rivoltogli da parte del Kuwait la settimana precedente.

Qualche giorno prima di tale annuncio, il Kuwait aveva invitato tutti i Paesi membri, compreso il Qatar, a partecipare alla riunione annuale del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Doha era stata invitata nonostante l’opposizione del Bahrein, il quale, il 29 ottobre 2017, aveva dichiarato che il Paese non avrebbe partecipato alla riunione in caso fosse presente anche il Qatar. In tale occasione, il ministro degli Esteri del Bahrein, Khalid bin Ahmed Al-Khalifa, aveva altresì chiesto la sospensione dello status di membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) del Qatar, “fino a quando non risponderà” alle richieste dei quattro Paesi dell’embargo.

Il Consiglio di Cooperazione del Golfo, creato il 25 maggio 1981, è un’organizzazione regionale intergovernativa di cui fanno parte sei Stati del Golfo Persico, in particolare, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar. L’organizzazione si propone di creare nel Golfo un mercato comune e di assicurare la stabilità economica e politica della regione, oltre all’unificazione del sistema economico e finanziario dei Paesi membri.

L’opposizione del Bahrein nei confronti della partecipazione del Qatar al summit è dovuta al protrarsi della crisi del Golfo. Il 5 giugno 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto avevano interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, accusato di sostenere e finanziare le organizzazioni terroristiche. Il 23 giugno, i quattro Paesi avevano inviato a Doha, attraverso la mediazione del Kuwait, una lista di 13 richieste che il Paese avrebbe dovuto accettare entro dieci giorni per porre fine all’embargo. Il Qatar aveva rifiutato le richieste, giudicandole in contrasto con il principio di sovranità nazionale, affermando, però, di essere pronto al dialogo per trovare una soluzione alla crisi. Tra le richieste presentate a Doha vi erano l’interruzione dei rapporti con l’Iran, la chiusura immediata della base militare turca in Qatar e la chiusura dei canali di Al Jazeera Media Network.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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