Somalia: vittime dell’attentato del 14 ottobre 2017 ammontano a 512

Pubblicato il 4 dicembre 2017 alle 18:05 in Africa Somalia

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Secondo le stime del Comitato Investigativo di Emergenza somalo, le vittime dell’attacco terroristico del 14 ottobre 2017 a Mogadiscio sono state complessivamente 512.

Quella mattina, due autobombe sono esplose presso la K5 Junction, una zona controllata da numerosi ufficiali governativi, piena di alberghi e ristoranti della capitale. L’attentato ha distrutto diversi edifici e incendiato numerosi veicoli nelle vicinanze e, in seguito all’esplosione, si è verificata una sparatoria presso il Safari Hotel. Secondo le ricostruzioni ufficiali, gli assalitori, dopo aver detonato la bomba, hanno fatto irruzione nella hall dell’albergo sparando contro il personale e le forze di sicurezza. Inizialmente, era stato reso noto che le vittime fossero più di 300, e che i feriti fossero altrettanti 300. L’attacco era stato subito definito come il più mortale mai compiuto in Somalia.

Le nuove stime del comitato di emergenza rendono noto che, complessivamente, 869 persone sono rimaste coinvolte nell’incidente, di cui 512 sono morte, 295 sono rimaste ferite, mentre altre 70 non è ancora chiaro se siano decedute o se siano disperse. Un ufficiale somalo ha definito l’attacco del 14 ottobre scorso come “l’11 settembre della Somalia”. Al momento, le autorità di Mogadiscio non hanno commentato i dati, pubblicati il 3 dicembre 2017. Amnche se nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’azione, le forze di sicurezza somale sono convinte che sia stata opera di al-Shabaab, la potente organizzazione terroristica somala nata nel 2006, e affiliata ad al-Qaeda, che compie attentati contro i propri nemici per cercare di appropriarsi della guida della Somalia.

Dal 2007, il governo di Mogadiscio, con il sostegno degli USA, ha iniziato una campagna militare contro i terroristi, per cercare di sedare le loro offensive. Da quando Donald Trump ha iniziato il proprio mandato presidenziale, il 21 gennaio 2017, ha giurato di aumentare le operazioni antiterrorismo nei Paesi più colpiti, al fine di eliminare la minaccia contro gli interessi e i cittadini statunitensi. Tra il 3 e il 4 novembre 2017, sono infatti stati compiuti i primi raid aerei americani contro lo Stato Islamico in Somalia poiché, ad avviso delle Nazioni Unite, nel corso dei 12 mesi passati, una fazione somala fedele all’ISIS è cresciuta, passando da poche decine di membri a più di 200 militanti, i quali minacciando di peggiorare la situazione già precaria nella regione. Complessivamente, da gennaio alla fine di novembre 2017, gli USA hanno compiuto 30 bombardamenti aerei in Somalia contro i terroristi, di cui 14 soltanto nel mese di agosto. 

Il Comitato Investigativo di Emergenza, composto da 11 membri, è stato istituito dalle autorità di Mogadiscio per far luce sull’attentato del 14 ottobre 2017.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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