Iniziano le esercitazioni militari congiunte tra USA e Corea del Sud

Pubblicato il 4 dicembre 2017 alle 9:33 in Corea del Sud USA e Canada

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Gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno iniziato esercitazioni militari senza precedenti, lunedì 4 dicembre 2017, durante le quali simuleranno un lancio contro le riserve missilistiche nordcoreane.

Washington impiegherà circa 230 aerei da guerra, tra cui gli F-35 Lightning II e i B1-B Lancer, i velivoli più potenti del Pentagono. Le esercitazioni avvengono a una settimana di distanza dall’ultimo test effettuato dalla Corea del Nord, il 29 novembre scorso, quando è stato lanciato un missile ICBM Hwasong-15, il più potente mai prodotto da Pyongyang, che è in grado di raggiungere qualsiasi territorio degli USA. In seguito a tale lancio, il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha annunciato che il proprio regime “è ormai una potenza nucleare”. Le esercitazioni congiunte tra Washington e Seoul fanno parte delle dimostrazioni annuali che erano pianificate ancor prima del test della Corea del Nord della scorsa settimana. Il Ministero della Difesa sudcoreano da riferito che l’obiettivo degli addestramenti è quello di migliorare le capacità aeree e marine dei due Paesi, sia di giorno, sia di notte.

Per tutta risposta, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, KCNA WATCH, si è scagliata contro il presidente Donald Trump, definendolo “un pazzo dal comportamento selvaggio”, dal momento che vuole simulare un bombardamento contro 700 obiettivi nucleari e missilistici nordcoreani. “La simulazione di una guerra è una grave provocazione militare che porterà la situazione già problematica della penisola nordcoreana sull’orlo di una guerra nucleare. La situazione dimostra chiaramente che il regime fantoccio della Corea del Sud e gli USA sono aggressori e provocatori, i quali interrompono la pace e la stabilità della regione”, recita una parte del comunicato di Pyongyang. L’agenzia di stampa conclude che la Corea del Nord sarà costretta a prendere in considerazione contromisure drastiche nei confronti di Washington e Seoul, che pagheranno un prezzo molto caro per le loro provocazioni.

Il lancio del 29 novembre 2017 è avvenuto in seguito ad altre esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seoul, iniziate l’11 novembre 2017, mentre Trump si trovava in tour in Asia. Nell’occasione, le tre portaerei della marina americana U.S.S. Ronald Reagan, U.S.S. Nimitz e U.S.S. Theodore Roosevelt avevano effettuato manovre militari al largo della penisola coreana per quattro giorni, coinvolgendo anche 11 imbarcazioni americane dotate di sistema Aegis e 4 navi da guerra della Corea del Sud, tra cui 3 cacciatorpedinieri. Secondo quanto riferito dagli ufficiali americani e sudcoreani, tali esercitazioni erano volte a rafforzare la strategia di “deterrenza prolungata” dei due alleati, a fronte delle minacce nucleari e missilistiche portate avanti dalla Corea del Nord. Il 21 novembre scorso, gli USA hanno poi inserito la Corea del Nord nella lista degli Stato considerati sponsor del terrorismo, di cui facevano già parte Iran, Siria e Sudan.

A fronte di tale situazione, il segretario della Difesa americano, H.R. McMatser, domenica 3 dicembre 2017, ha affermato che, a suo avviso, le possibilità di iniziare una guerra nucleare nella penisola coreana stanno crescendo di giorno in giorno. “Siamo in una gara, una gara in cui dobbiamo risolvere il problema il prima possibile”, ha spiegato McMaster durante una conferenza in California presso il Reagan National Defense Forum nella Simi Valley.

La tensione è talmente alta che, lo stesso giorno, il senatore Lindsey Graham, della Carolina del Sud, ha chiesto al Pentagono di far evacuare il personale civile americano dalla Corea del Sud, per evitare che possano rimanere vittima di un conflitto improvviso. Secondo lui, è una follia che le famiglie dei membri del personale si trovino in territorio sudcoreano data la situazione, motivo per cui il Dipartimento della Difesa dovrebbe iniziare a far rientrare almeno i bambini e le mogli dei soldati e dei dipendenti americani. Attualmente, più di 28,000 truppe statunitensi sono posizionate in Corea del Sud, la maggior parte dei quali hanno i propri famigliari con sé.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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