Honduras: sette morti nelle proteste contro la rielezione di Hernández

Pubblicato il 4 dicembre 2017 alle 6:07 in America Latina America centrale e Caraibi

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Continuano le proteste in diverse città dell’Honduras per i presunti brogli elettorale a favore del presidente uscente e candidato alla rielezione, Juan Orlando Hernández.

Secondo la stampa locale, almeno sette persone sono morte, tra cui un minorenne, a causa della repressione ad opera della polizia e dei militari, che nelle ultime ore sono stati chiamati a far rispettare il coprifuoco varato dalle autorità honduregne fin dallo scorso venerdì, il giorno successivo alla proclamazione della vittoria di Hernández. I feriti si contano a decine.

Incendi di pneumatici, barricate e blocchi delle strade e delle ferrovie sono continuati per tutto il fine settimana in varie parti della capitale Tegucigalpa, come nelle città delle regioni centrale, settentrionale e caraibica del paese, a causa dei  presunti brogli elettorali ai danni del candidato dell’Alleanza di Opposizione, Salvador Nasralla.

La tensione è salita in Honduras fin dalla chiusura dei seggi, domenica 26 novembre, in quanto il Tribunale Supremo Elettorale (TSE) ha accumulato un insolito ritardo nella diffusione dei risultati finali.

I seguaci di Nasralla danno per scontato che ci sia stato un broglio elettorale, dopo che il loro leader ha denunciato che il TSE ha manipolato i dati per strappargli la vittoria. Nel corso del conteggio, infatti, Nasralla è stato in vantaggio fino al 90% delle schede scrutinate, per poi perdere di poco più di un punto percentuale a favore del presidente uscente. Il rilascio dei risultati, molto a rilento e con il contagocce, ha reso sospetto il sorpasso ai danni del candidato di sinistra. Mentre con il passare delle ore il candidato oppositore perdeva il suo vantaggio, tra i “guasti” nel sistema informatico, gli altri avversari – con l’eccezione dell’attuale presidente – mantenevano lo stesso risultato.

Nonostante le dichiarazioni della vigilia in senso contrario, il candidato oppositore ha reso noto che non riconoscerà i risultati considerato che il Tribunale è “disonesto, corrotto e al servizio dell’attuale presidente”.

Nel frattempo, il TSE ha riferito sabato 2 dicembre che, anche se già ha concluso lo scrutinio ordinario, manca ancora “lo scrutinio speciale” e il controllo, dei voti, per cui bisognerà aspettare ancora qualche giorno per la formalizzazione dei risultati.

Preoccupazione per quanto accade nel paese centroamericano è stata espressa dall’Organizzazione degli Stati Americani e da diverse cancellerie della regione. Alla situazione in Honduras ha fatto riferimento anche Papa Francesco in occasione dell’Angelus di domenica 3 dicembre, esprimendo la speranza che il paese “superi la crisi in maniera pacifica”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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