Il Pakistan e il terrorismo

Pubblicato il 3 dicembre 2017 alle 6:01 in Approfondimenti Pakistan

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Il Pakistan, oltre ad essere caratterizzato da una profonda corruzione politica, è considerato uno dei rifugi sicuri del terrorismo internazionale. Secondo le stime riportate dal Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, il Pakistan è il quarto Paese per numero di attentati al mondo, con un totale di 734 attentati e 1010 vittime.

Il territorio del Pakistan, soprattutto le aree rurali e poco controllate, è sfruttato da diversi gruppi terroristici. Tra questi si ricordano i talebani pakistani, conosciuti con il nome di Tehreek-e-Taliban (TTP), contro cui il governo di Islamabad ha organizzato operazioni militari a partire dal 2007. Il 22 febbraio 2017, le autorità pakistane hanno lanciato una nuova missione, chiamata Raad-al-Fasad (eliminazione del caos), per aumentare la lotta contro i terroristi locali. L’Haqqani Nwtwork è un gruppo di guerriglieri insurrezionisti dell’Afghanistan che utilizza strategie di guerriglia asimmetrica per combattere le forze NATO e il governo afghano e pakistano. Il nome del gruppo proviene da quello del suo leader Maulvi Jalaluddin Haqqani, la cui ideologia è allineata a quella dei Talebani. Entrambi i gruppi mirano all’eliminazione dell’influenza straniera dalla regione asiatica e alla costruzione di uno Stato strettamente dedito alla Sharia. Infine, dal 2015, la Khorasan province, formata da militanti fedeli all’ISIS, compie attentati contro le forze di sicurezza afghane e pakistane, e contro le minoranze sciite dei due Paesi asiatici.

Alla luce di ciò, in occasione dell’annuncio della nuova strategia americana in Afghanistan e nella regione asiatica, il 21 agosto 2017, il presidente Donald Trump ha ammonito le autorità di Islamabad, minacciando di tagliare gli aiuti statunitensi nel tentativo di convincere il Pakistan a combattere il terrorismo. “Per troppo tempo il Pakistan ha costituito un rifugio sicuro per i terroristi afghani e noi abbiamo dato alle sue autorità miliardi e miliardi di dollari; ma questo deve cambiare immediatamente”, aveva riferito il presidente americano. Al fine di sconfiggere i terroristi, Trump aveva altresì fatto riferimento all’India, rivale nucleare del Pakistan, che, a suo avviso, avrebbe potuto contribuire a dare una mano per stabilizzare l’Afghanistan, soprattutto in termini di sviluppo economico. Tale decisione ha fatto irritare le autorità pakistane che, il 29 agosto 2017, hanno sospeso i colloqui bilaterali con Washington. Le relazioni tra i due Paesi sono migliorate nuovamente il 13 ottobre scorso, quando una delegazione americana, guidata da Lisa Curtis, vice assistente del presidente del National Security Council per l’Asia meridionale, ha incontrato il segretario degli Esteri pakistano, Tehmina Janjua, e il capo delle forze armate di Islamabad, il generale Qamar Javed Bajwa. Infine, il 25 ottobre, il segretario di Stato americano, Rex Tillerosn, si è recato in visita ufficiale in Pakistan, sancendo la normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi. Nell’occasione, Tillerson ha incontrato il primo ministro Shahid Kaqan Abbasi, al quale ha chiesto un maggiore impegno nella lotta al terrorismo. Ne è conseguito che, pochi giorni dopo la visita del segretario di Stato americano, l’agenzia di stampa afghana, Khaama press, ha riportato che le relazioni tra il Pakistan e il network terroristico di Haqqani, hanno iniziato a deteriorarsi, grazie alla pressione esercitata dagli Stati Uniti.

Nonostante ciò, gli attentati terroristici continuano a colpire il Pakistan. L’ultimo in ordine cronologico è avvenuto il primo dicembre 2017, quando 4 talebani hanno fatto irruzione presso l’ostello dell’Agricultural Training Institute (ATI) di Peshawar, uccidendo 9 studenti e ferendo altre 37 persone.

Per quanto riguarda l’anno statistico 2016, il governo americano rende noto che il Pakistan ha subito approssimativamente più di 700 attentati, nell’ambito dei quali i terroristi sono ricorsi a diverse tattiche, tra cui materiale esplosivo, granate, razzi, kamikaze, assalti di gruppo in luoghi chiave, come scuole, uffici governativi e luoghi affollati, e infine, assassinii mirati. Gli incidenti che hanno causato il maggior numero di vittime nel 2016 sono stati:

  • Quello del 27 marzo, in cui un attentatore suicida ha ucciso 74 persone a Lohore;
  • Quello dell’8 agosto, in cui una bomba ha causato la morte di 70 persone in un ospedale a Quetta;
  • Quello del 16 settembre nel distretto Mohmad Tribal, dove un kamikaze ha ucciso 36 persone;
  • Quello del 24 ottobre, sempre a Quetta, dove 60 civili sono morti per mano di tre militanti;
  • Infine, quello del 12 novembre in Balochistan, dove un attentatore suicida ha ucciso 50 persone presso un santuario sufista a Shah Noorani.

La legislazione antiterrorismo pakistana è basata sull’Antiterrorism Act (ATA) del 1997, il National Counterterrorism Authority Act, l’Investigation for Fair Trial Act del 2014 e sugli emendamenti dell’ATA. In base al 21esimo emendamento alla Costituzione pakistana, adottato nel gennaio 2015, le corti militari hanno il potere di processare i casi di terrorismo. Nell’agosto 2016, la Corte Suprema di Islamabad ha rigettato un appello, approvando 16 sentenze di morte per reati legati al terrorismo. Nel corso di tutto il 2016, l’esercito, le forze di sicurezza e dell’ordine pakistane hanno condotto operazioni antiterrorismo in tutto il Paese. In particolare, l’intelligence nazionale ha la funzione di coordinare tutti gli organi di difesa, mentre la Federal Investigation Agency (FIA) si occupa dei controlli alle frontiere, presso gli aeroporti, i porti e valichi terrestri. Nel corso dei raid del 2016, sono stati smantellati diversi rifugi sicuri dei talebani, soprattutto a Khyber e a North Wazarustan. Il primo settembre 2016, più di 300 militanti dell’ISIS sono stati arrestati, evitando il loro insediamento in Pakistan.

In materia di contrasto al finanziamento del terrorismo, il Pakistan è un membro dell’Asia Pacific Group on Money Laudering e della Financial Action Task Force (FATF). Le autorità di Islamabad considerano tali attività un crimine, anche se, nel 2016, non sono avvenuti numerosi processi al riguardo. Il piano nazionale di azione antiterrorismo include iniziative per evitare il finanziamento del terrorismo. Il Pakistan’s National Terrorist Financing Investigation Cell, diretto dalla Federal Investigations Agency e da altre agenzie, traccia tutte le transazioni finanziarie tra i sistemi bancari nazionali e internazionali.

Nell’ambito del contrasto all’estremismo violento, il Ministro dell’Informazione e l’ufficio delle relazioni pubbliche militari hanno cercato di diffondere messaggi a supporto delle operazioni antiterrorismo. Il governo di Islamabad ha altresì istituito campi di rieducazione e dedicati ai processi di de-radicalizzazione.

Infine, in ambito della cooperazione regionale e internazionale, il Pakistan partecipa ai meeting antiterrorismo della South Asian Association for Regional Cooperation, e fa parte del Global Counterterrorism Forum.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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