L’Egitto e la Russia rafforzano i legami

Pubblicato il 1 dicembre 2017 alle 10:29 in Africa Egitto

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L’Egitto e la Russia potranno utilizzare i rispettivi spazi aerei e le rispettive basi aeree per realizzare i propri piani militari.

Giovedì 30 novembre 2017, il governo della Russia ha pubblicato una bozza dell’accordo tra Mosca e il Cairo, che fa parte di un decreto firmato dal primo ministro russo, Dmitry Medvedev, il 28 novembre. Il patto, che, una volta firmato, rimarrà in vigore per un periodo di 5 anni, prevede che gli aerei da guerra russi ed egiziani possano utilizzare i reciproci spazi aerei, dopo aver dato un preavviso di 5 giorni.

Dopo aver firmato il decreto, Medvedev aveva chiesto al ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, di avviare le negoziazioni con i rappresentanti egiziani al fine di raggiungere un accordo e firmare la versione definitiva del patto. In tale contesto, Shoigu, mercoledì 29 novembre 2017, si è recato al Cairo, dove le due parti hanno raggiunto un accordo preliminare, che è già stato approvato da Medvedev.

Tale accordo preliminare tra Russia ed Egitto potrebbe preoccupare gli Stati Uniti, dal momento che l’Egitto è uno dei principali alleati di Washington nella regione. A partire dagli anni Ottanta del Novecento, gli Stati Uniti inviano annualmente all’Egitto aiuti del valore di circa 1,3 miliardi di dollari, ricevendo in cambio il consenso a utilizzare lo spazio aereo e le basi aeree egiziane.

I rapporti tra Stati Uniti ed Egitto, tuttavia, sono altalenanti, dal momento che, in più occasioni, Washington aveva limitato gli aiuti che inviava al Cairo. Nell’estate del 2013, l’amministrazione Obama aveva sospeso temporaneamente gli aiuti militari all’Egitto dopo che il presidente Abdel Fattah Al-Sisi aveva ucciso più di mille oppositori in una serie di esecuzioni di massa. Più recentemente, il 23 agosto 2017, l’amministrazione Trump aveva deciso di imporre restrizioni a un pacchetto di aiuti dal valore di 96 milioni di dollari destinati all’Egitto e di rinviare l’erogazione di un altro finanziamento militare da 195 milioni di dollari previsti per il Cairo, accusando il Paese di aver violato i diritti umani e di aver intrattenuto relazioni controverse con la Corea del Nord. Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, aveva definito la mossa degli Stati Uniti come un “errore di valutazione”.

In tale contesto, dunque, l’Egitto ha potenziato i rapporti con la Russia, al fine di emanciparsi dalla dipendenza dagli aiuti americani. Inoltre, secondo quanto riferito dal New York Times, l’accordo tra Mosca e il Cairo si collocherebbe all’interno di una strategia russa, mirata a espandere la propria presenza nella regione mediorientale. In questo contesto, già il 13 marzo 2017, gli Stati Uniti avevano denunciato lo schieramento delle forze speciali russe in una base aerea situata nell’Egitto occidentale, al confine con la Libia, suscitando la preoccupazione di Washington in merito al potenziamento del ruolo della Russia in Libia. Tale informazione era stata smentita da Mosca qualche giorno più tardi.

L’avvicinamento tra Russia ed Egitto è dovuto anche al fatto che le due parti condividono interessi comuni in Medio Oriente e, in particolare, in Libia e Siria. In Libia, i due Paesi sostengono le forze di Khalifa Haftar, generale della Libyan National Army e uomo forte del governo di Tobruk, nella sua battaglia per ricondurre tutto il Paese sotto il suo potere. La posizione di Mosca e del Cairo è in contrasto con quella degli Stati Uniti, che sostiene il Governo di accordo nazionale di Fayez Al-Sarraj, con sede a Tripoli.

In Siria, la Russia è entrata militarmente nella guerra civile il 30 settembre 2015, su richiesta del presidente Bashar Al-Assad, con il duplice obiettivo di aiutare il presidente siriano a ristabilire il suo potere e ridurre la presenza americana nel Paese. Da parte sua, anche l’Egitto ha più volte mostrato simpatia nei confronti di Al-Assad, che, come lui, starebbe combattendo per proteggere il Paese dalla minaccia islamista. Il presidente egiziano al-Sisi è giunto al potere, il 3 luglio 2013, rovesciando il governo di Mohamed Morsi, legato alla Fratellanza Musulmana, attraverso un colpo di stato.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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