Turchia: trafficanti pakistani incatenano e torturano migranti a Istanbul

Pubblicato il 30 novembre 2017 alle 8:24 in Immigrazione Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia turca ha salvato 57 migranti pakistani che erano stati incatenati in una cantina dai trafficanti di esseri umani ad Istanbul, mercoledì 29 novembre 2017.

Il quotidiano The New Arab riferisce che, secondo quanto emerso dalle testimonianze degli stranieri salvati, gli scafisti avevano chiesto 10,000 euro a persona per raggiungere l’Europa attraverso l’Italia o la Grecia. Dopo aver incatenato e rinchiuso i migranti nella cantina, i trafficanti avrebbero chiesto loro di chiamare le proprie famiglie dicendo che avevano già raggiunto l’Europa, in modo da farsi mandare immediatamente i soldi. Sembra inoltre che molti siano stati picchiati e torturati dai trafficanti. Nel corso delle operazioni, le forze di sicurezza turche hanno arrestato anche tre scafisti di origini pakistane.

I due giorni precedenti all’episodio, più di 3,500 migranti sono stati trattenuti, mentre tentavano di infiltrarsi nel Paese via terra dalla Siria e dall’Iran, mentre altri 85 sono stati sopresi in procinto di partire per la Grecia e per la Bulgaria.

Già lo scorso primo novembre, il Ministero dell’Interno turco aveva riferito che, durante i 12 mesi passati, il numero di migranti che ha tentato di raggiungere l’Europa è aumentato gradualmente. Si è passati da 756 arresti nel mese di gennaio 2017, a 719 a febbraio, a 1,501 a marzo e a 1,511 ad aprile. L’aumento più significativo è stato registrato ad agosto e a settembre, in cui sono stati trattenuti rispettivamente 2,668 e 3,400 migranti.

La rotta balcanica era stata chiusa con l’accordo sull’immigrazione tra Turchia e Unione Europea del 18 marzo 2016, il quale mirava a bloccare i flussi diretti in Europa, con l’obiettivo di limitare il traffico di esseri umani in favore dell’immigrazione legale e per diminuire la mortalità nella tratta del Mar Egeo durante le traversate. Attualmente, la Turchia ospita quasi 3 milioni di rifugiati siriani, la maggior parte dei quali vivono in campi profughi. Nel gennaio 2017, Ankara ha stimato di aver speso più di 11,4 miliardi di euro per la gestione di rifugiati dall’inizio della guerra in Siria nel 2011.

Dal novembre 2016, con l’intensificarsi dei bombardamenti su Aleppo, in Siria, nuovi flussi di rifugiati siriani hanno cominciato a radunarsi ai confini con la Turchia, la quale ha chiuso temporaneamente le proprie frontiere, affermando di “aver raggiunto il limite”. Da allora, i tentativi di entrare in Turchia clandestinamente sono aumentati.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.