Bolivia: la corte costituzionale consente a Morales di ricandidarsi

Pubblicato il 30 novembre 2017 alle 6:07 in America Latina Bolivia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Evo Morales può essere eletto per la quarta volta alla guida della Bolivia. A decretarlo la corte costituzionale del paese andino, che ha stabilito che la norma che impedisce al presidente uscente più di due rielezioni “viola i diritti politici” di Evo Morales e del suo vice Álvaro García Linera.

Il presidente potrà dunque concorrere alle prossime elezioni presidenziali previste per il 2019, come richiesto dal suo partito il Movimiento al Socialismo (MAS) che lo scorso settembre aveva presentato ricorso al tribunale costituzionale.

La decisione della corte ha causato ira e sconcerto nelle forze d’opposizione. Samuel Doria Medina, sconfitto da Morales nel 2014 ha parlato di “colpo di stato” ed ha accusato il presidente di voler far diventare la Bolivia “un nuovo Venezuela”.

Contro la sentenza anche gli ex presidenti Carlos Mesa e Jorge Quiroga, che sottolineano come la corte abbia violato l’ordine democratico al modificare la Costituzione per via giudiziaria e non seguendo il processo referendario previsto dalla legge.

Ogni modifica costituzionale, infatti, dovrebbe essere approvata via referendum dal popolo boliviano, ma tutti i sondaggi davano per sconfitta ogni eventuale riforma, come già accaduto nel referendum del 2016, quando, seppur per stretto margine, i boliviani respinsero le riforme di Morales che prevedevano la possibilità di un suo quarto mandato.

La rielezione, vietata in numerosi paesi latinoamericani, è sempre al centro di forti polemiche in tutto il continente, come dimostrato anche dal recente caso honduregno.

Quiroga ha inoltre fatto ricorso alla Corte interamericana dei diritti umani, assicurando che questa non permetterà la ricandidatura di Morales.

Luis Revilla, sindaco di La Paz, ha lanciato un appello a tutte le forze di opposizione ad evitare le polemiche con i magistrati, ma a cercare “una forte candidatura unitaria alternativa” capace di sconfiggere Morales alle urne, lasciando così senza effetti il pronunciamento della corte costituzionale.

Il governo ha accolto con soddisfazione la sentenza affermando che la nuova interpretazione “amplia i diritti” e non lede il diritto di nessuno a candidarsi e a vincere le elezioni. “Sarà il popolo boliviano a scegliere” – conclude la nota governativa.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.