Summit Unione Africana ed Europea in Costa d’Avorio

Pubblicato il 29 novembre 2017 alle 8:25 in Africa Europa

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Giovedì 30 novembre 2017 si conclude il quinto summit tra l’Unione Europea e l’Unione Africana, tenutosi a Abidjan, in Costa d’Avorio.

In cima all’agenda dell’evento, iniziato il 29 novembre, c’è il tema della gioventù africana, considerata una risorsa molto importante per lo sviluppo del continente. Come si legge nel comunicato della EU External Action dedicato al summit, gli incontri si svolgono in un momento cruciale per le relazioni tra l’Europa e l’Africa, alla luce delle sfide di sicurezza sempre più dure, come l’immigrazione, il terrorismo e la crescita economica. Tali problemi comuni, ad avviso dell’UE, potranno essere affrontati soltanto con una partnership stretta, strategica e forte, guidata dal Sustainable Development Goals (SDGs), dall’agenda dell’Unione Africana 2063 e dalla EU Global Strategy.

L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, presente al summit, ha spiegato che gli incontri sono serviti a sviluppare un approccio comune. Attualmente, insieme ai propri Stati membri, l’UE costituisce il principale donatore dell’Africa, alla quale trasferisce annualmente 20 milioni di euro e, grazie al nuovo External Investmenr Plan, è previsto che le autorità europee stanzino altri 44 miliardi di euro attraverso un investimento privato, entro il 2020. Lo EU Emergency trust Fund per l’Africa dispone di 3,2 miliardi di euro, utilizzati per 117 diversi programmi volti a creare posti di lavoro, a incentivare lo sviluppo economico e a meglio gestire il fenomeno migratorio. A tale riguardo, insieme alle agenzie dell’Onu, come la UN Refugee Agency entro in prossimi 12 mesi, l’Unione Europea cercherà di aiutare 15,000 migranti a lasciare la Libia, e effettuerà 50,000 processi di ricollocamento per gli individui che necessitano protezione internazionale.

I problemi dell’Africa sono i problemi dell’Europa”, ha affermato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, il quale ha aggiunto che la transizione del continente africano verso un’industria sostenibile, un’agricoltura efficiente e verso la produzione di risorse rinnovabili . Quanto affermato durante i meeting era stato anticipato la scorsa settimana dal Tajani, il quale avvea affermato che l’Unione Europea avrebbe dovuto creare una sorta di Piano Marshall per i Paesi dell’Africa, sotto la guida delle Nazioni Unite. Uno dei primi passi, ad avviso di Tajani, dovrebbe riguardare una gestione più efficiente delle richieste di asilo dei meccanismi di riparazione. A tale proposito, la riforma del Sistema di Dublino costituisce un importante passo avanti, poiché introdurrà un sistema distribuzione prestabilito, in base al quale i Paesi di primo approdo non saranno più automaticamente responsabili dei richiedenti asilo, ma l’assegnazione della responsabilità sarà basata su “legami genuini” tra il singolo migrante e uno degli Stati membri.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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