Siria: i curdi si oppongono all’estensione della missione turca

Pubblicato il 29 novembre 2017 alle 16:32 in Siria Turchia

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Le forze del Partito dell’Unione Democratica curdo hanno aperto il fuoco contro una postazione turca situata al confine tra la Turchia e la Siria.

L’attacco da parte delle milizie curde si è verificato nella serata di martedì 28 novembre e ha causato il ferimento di un soldato. Secondo quanto riferito da Al-Arabiya in lingua araba, i curdi avrebbero aperto il fuoco dal territorio di Afrin, situato a nord ovest della Siria, al confine con la Turchia. Per tutta risposta, anche la Turchia avrebbe aperto il fuoco contro le forze curde siriane.

Si tratta del secondo episodio di questo genere in una settimana. Il 22 novembre 2017, le People’s Protection Units (YPG) aveva attaccato una base di monitoraggio turca a Idlib, nel nord della Siria.

Il 19 novembre 2017, la Turchia aveva completato la terza di 12 basi militari nel territorio della Siria settentrionale, secondo quanto riferito dal quotidiano turco Hurriyet Daily News. La decisione di costruire alcune postazioni turche all’interno del territorio siriano era stata presa in seguito al sesto round dei negoziati di Astana, che si è tenuto tra il 14 e il 15 settembre 2017 nella capitale del Kazakistan, con l’obiettivo di monitorare il rispetto del cessate il fuoco nell’area. Da parte sua, il regime siriano si era opposto alla presenza dell’esercito turco in Siria, definendola una “violazione” degli accordi di Astana e aveva intimato “il ritiro immediato e senza condizioni” delle loro truppe da Idlib.

La Turchia considera le People’s Protection Units, una milizia siriana a maggioranza curda, parte del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e paramilitare curdo attivo in Turchia e nel nord dell’Iraq e ritenuto illegale dalla Turchia.

Lo stesso giorno dello scontro a fuoco tra le milizie curde e quelle turche, martedì 28 novembre 2017, il National Security Council turco aveva stabilito l’estensione dell’operazione di monitoraggio di Ankara in due nuove province siriane. In merito alla questione, il Consiglio aveva ribadito la propria opposizione nei confronti della presenza del Partito dell’Unione democratica curdo e delle People’s Protection Units nel territorio siriano e, “in particolare, nella zona di confine” tra Siria e Turchia. Ankara considera le People’s Protection Units, una milizia siriana a maggioranza curda, parte del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e paramilitare curdo attivo in Turchia e nel nord dell’Iraq e ritenuto illegale dalla Turchia.

Stando a quanto si legge nel comunicato ufficiale del Consiglio, “le forze dell’esercito siriano stanno portando avanti con successo la propria missione di monitoraggio nella zona cuscinetto di Idlib e, continuando questa missione nella zona occidentale di Aleppo e nei dintorni di Afrin, si può ottenere un ambiente di pace e di sicurezza”. Nel documento si legge anche che “l’organizzazione terroristica del PKK/PYD-YPG sta cambiando la struttura demografica della Siria, conducendo una pulizia etnica nascosta. Questo è contro il diritto internazionale e i diritti umani ed è inaccettabile. La Turchia continuerà a prendere tutte le misure necessarie, specialmente nei territori di confine, al fine di garantire la propria sicurezza”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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